22 Agosto 2026

Omicidio Yara, la difesa di Bossetti punta su nuovi esami dei reperti

I legali di Massimo Giuseppe Bossetti, Claudio Salvagno e Paolo Camporini, condannato all’ergastolo per l’uccisione della 13enne Yara Gambirasio, hanno presentato alla Corte d’Assise di Bergamo, in qualità di giudice dell’esecuzione, un’istanza per ottenere l’autorizzazione a nuovi accertamenti tecnico-scientifici su reperti e campioni biologici ancora disponibili. Secondo quanto spiegano gli avvocati, gli elementi su cui…
25 Giugno 2026
Caso Yara Gambirasio Bossetti.jpg

I legali di Massimo Giuseppe Bossetti, Claudio Salvagno e Paolo Camporini, condannato all’ergastolo per l’uccisione della 13enne Yara Gambirasio, hanno presentato alla Corte d’Assise di Bergamo, in qualità di giudice dell’esecuzione, un’istanza per ottenere l’autorizzazione a nuovi accertamenti tecnico-scientifici su reperti e campioni biologici ancora disponibili.

Secondo quanto spiegano gli avvocati, gli elementi su cui si fonda la richiesta sarebbero emersi solo al termine delle attività già autorizzate dal giudice dell’esecuzione, in particolare dopo la recente acquisizione e consegna alla difesa della documentazione fotografica ad alta risoluzione realizzata dal Ris di Parma nel corso delle indagini. «È opportuno precisare che gli elementi oggi posti a fondamento dell’istanza sono emersi soltanto all’esito delle attività autorizzate dal Giudice dell’Esecuzione e, in particolare, dopo la recente acquisizione e consegna alla difesa della documentazione fotografica ad alta risoluzione realizzata dal RIis di Parma nel corso delle indagini», spiegano gli avvocati.

In una nota molto articolata, i difensori di Bossetti chiedono una nuova analisi di alcuni aspetti dell’inchiesta, sottolineando che «l’iniziativa costituisce il naturale sviluppo del percorso processuale delineato dalla Corte di Cassazione con il provvedimento del 26 luglio 2023, che aveva dapprima autorizzato la difesa alla sola osservazione dei reperti, rinviando ad una successiva fase l’eventuale richiesta di ulteriori approfondimenti tecnici». A loro avviso, gli elementi richiamati nell’istanza sono stati individuati solo di recente e sono il risultato diretto delle attività già autorizzate dalla Cassazione e dal giudice dell’esecuzione.

I legali aggiungono che la documentazione fotografica era stata richiesta da anni dalla difesa, ma è stata resa disponibile soltanto nell’ambito del procedimento esecutivo in corso. «Si tratta di documentazione richiesta dalla difesa da molti anni e resa disponibile soltanto nell’ambito dell’attuale procedimento esecutivo. Proprio l’esame di tale materiale, unitamente all’ostensione dei reperti e dei campioni biologici, ha consentito ai consulenti della difesa di svolgere verifiche tecniche che in precedenza non erano concretamente possibili – sottolineano -. Le richieste formulate nell’istanza trovano quindi origine in elementi documentali conosciuti solo recentemente e sono strettamente conseguenti alle attività autorizzate dalla Corte di Cassazione e dal Giudice dell’Esecuzione».

In chiusura, gli avvocati precisano che la domanda non vuole anticipare valutazioni sul merito del procedimento né rappresenta una richiesta di revisione della sentenza, ma serve soltanto a ottenere il via libera a ulteriori verifiche scientifiche sui reperti ancora esistenti, secondo il percorso già tracciato dalla Suprema corte. «L’istanza non anticipa alcun giudizio sul merito della vicenda processuale né costituisce una richiesta di revisione della sentenza – concludono i legali -, ma mira esclusivamente ad ottenere l’autorizzazione ad eseguire ulteriori verifiche tecnico-scientifiche su reperti ancora esistenti, secondo il percorso processuale espressamente delineato dalla Corte di Cassazione».