La notte dell’Ecuador. Forse la formazione sudamericana è quella che centra più copertine e prime pagine, all’alba europea. Perché è quella che partiva più sfavorita, aveva sostanzialmente un risultato solo a disposizione e doveva soprattutto battere una delle più forti, la Germania. Che già qualificata ruota, senz’altro, ma con grande cuore gli ecuadoregni ribaltano e vincono 2-1, un punteggio fondamentale per salire a quella quota 4 necessaria e sufficiente per passar il turno tra le migliori terze.
Beccacece è già folklore: la sua chioma bionda, passione argentina e viscerale, CT al traguardo forse più grande in carriera. Si lascia andar, come quella capigliatura che qualcuno ha definito indigena, specchio del suo carattere. Costa D’Avorio seconda col 2-0 a Curacao, le vecchie Antille Olandesi, protagonista a proposito di folklore per tutte queste due settimane di Mondiali. Ci mancheranno, quei balletti di ragazzi che si sono trovati a partecipare ad un Mondiale di calcio e l’hanno fatto vivendosi, gustandosi ed onorando, a modo loro, ogni momento.
Negli altri gironi l’Olanda finisce di demolire la disastrosa Tunisia e passa da prima: sarà per loro sedicesimo delicatissimo e sfortunato però, c’è già il Marocco, una andrà a casa. Nel suo girone arriva secondo il Giappone, che a proposito di sfortuna si incastrerà col Brasile. Clamorosi, dunque, sedicesimi. Si perdono realtà che avrebbero potuto far più strada. Festeggia pure la Svezia, col pari nipponico a braccetto alla fase ad eliminazione diretta. Ripescata, come dalla Nations League.
Negli altri gironi spicca la prima sconfitta degli States, ma già primi cambia poco: vince la Turchia, squillo d’orgoglio quando già eliminata. Bel 3-2, tra le partite comunque più avvincenti di questa prima fase. A braccetto, a quota 4, Paraguay ed Australia: rispettivamente terza e seconda, come Giappone e Svezia dall’altra parte avanti in simbiosi.

