A Murekatete non sono stati perdonati i selfie in cui compare con abiti e borse firmate: foto che hanno spinto i suoi detrattori a coniare per lei il soprannome “Lady Gucci”. Ma la compagna di Soumahoro non ci sta e difende l’indifendibile in una chiacchierata con l’Adnkronos: “La costruzione del racconto mediatico volto a rappresentarmi come una cinica ‘griffata’ e ad affibbiarmi icastici titoli derisori; come una che pubblica selfie (peraltro dello stesso tenore di quelli di centinaia di migliaia di giovani donne occidentali e non); mentre i lavoratori della cooperativa non ricevono gli stipendi è artatamente falsata”, si sfoga Murekatete con sottolineando come “la gran parte delle foto” risalga “al 2014/15”; ovvero “quando non avevo alcun incarico nella cooperativa Karibu e quando non avevo ancora conosciuto il mio compagno”.
La compagna di Soumahoro promette querele: “Io descritta come una cinica griffata”
Insomma, mentre piovono ulteriori conferme e accuse sulla gestione della Cooperativa Karibu, colei che Soumahoro ha difeso fino all’inverosimile (il famoso diritto all’eleganza), lei frigna. Un vero e proprio tornado mediatico ha investito la famiglia Soumahoro, che infatti si è autosospeso dal gruppo Verdi-sinistra italiana. Ma lei, che non entra nel merito degli addebiti, si lagna della sua immagine con un discorso fumoso: “Aboubakar – dice Liliane – è stato messo in croce per quelle foto perché non le ha condannate pubblicamente per appagare le aspettative dei cultori dei reality show. E non ha voluto parlare di mie vicende private correlate a quelle foto”.
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E per quanto riguarda il pagamento degli stipendi ai dipendenti, rimarca la compagna di Soumahoro, “si sorvola sul fatto che anch’io (che peraltro sono in aspettativa dall’aprile 2022) sono in attesa


