17 Giugno 2026

No alla rottamazione, sì al riformismo. Bonaccini spiega il Pd che verrà

Quando parla della sua recente visita davanti ai cancelli di Mirafiori, quasi gli brillano gli occhi. “Perché la mia storia è quella di Enrico Berlinguer e, nel 1990, ho fatto in tempo a candidarmi col Pci: non c’è nulla di cui vergognarsi”. In questo passaggio, Stefano Bonaccini lancia parecchi messaggi. Il primo è alla base,…
7 Febbraio 2023
Imagoeconomica 1859977
Imagoeconomica 1859977

Quando parla della sua recente visita davanti ai cancelli di Mirafiori, quasi gli brillano gli occhi. “Perché la mia storia è quella di Enrico Berlinguer e, nel 1990, ho fatto in tempo a candidarmi col Pci: non c’è nulla di cui vergognarsi”. In questo passaggio, Stefano Bonaccini lancia parecchi messaggi. Il primo è alla base, alla “forza popolare” da cui vuole ripartire. Il secondo è a Conte che, qualche giorno fa, ha dichiarato di portare avanti le battaglie dell’iconico segretario comunista. Nella sua intervista a Formiche.net il governatore emiliano-romagnolo (in corsa per la segreteria nazionale del Pd) non lesina critiche al governo, ma al contempo non gli è difficile ammettere che “Giorgia Meloni ha fatto bene ad andare in Europa e a chiedere aiuto per la gestione dei migranti”.

Presidente, partiamo dal caso Cospito. Lei sposa la linea dura della richiesta di dimissioni per gli esponenti di FdI?

Partiamo da un presupposto: per me l’istituto del 41 bis è fondamentale e ha garantito un’azione efficace contro la mafia, il terrorismo e l’eversione. Dunque non è in discussione. Anzi, mi fa