Netflix ha chiuso il secondo trimestre con risultati sostanzialmente in linea con le attese del mercato, ma in Borsa il titolo ha accusato un freno arrivando a perdere fino al 9%. A pesare sui listini sono state soprattutto le proiezioni per il periodo luglio-settembre, nel corso del quale la crescita dovrebbe continuare a decelerare. Il trimestre si è concluso con un utile netto in incremento del 9,4% a 3,4 miliardi di dollari e ricavi per 12,56 miliardi, in crescita del 13%. Per il trimestre in corso sono attesi introiti per 12,9 miliardi e un utile di 82 centesimi per azione, al di sotto delle stime degli analisti.
La delusione di Wall Street è stata palese, con le azioni in netto calo nelle contrattazioni di after-hours, dove hanno toccato perdite fino al 9%. Su base annua i titoli Netflix hanno perso il 40%, riflettendo le preoccupazioni degli investitori sul percorso di espansione della società. Il calo in Borsa ha preso avvio quando Netflix ha preso in considerazione l’acquisizione di Warner Bros, segnale di un cambio di rotta strategico. Il colosso dello streaming non è infine riuscito a concretizzare l’operazione, accentuando la discesa a Wall Street. Nella prima metà del 2026 gli utenti hanno fruito di oltre 97 miliardi di ore di contenuti, in aumento dell’1,5% rispetto al secondo semestre del 2025 e dell’1,9% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente.
La società sta concentrando i propri sforzi nell’elaborazione di strategie volte a spingere gli abbonati a trascorrere più tempo sulla piattaforma. “Nel complesso il coinvolgimento dei nostri utenti rimane positivo e, in tutto ciò che facciamo, ci impegniamo a migliorare ogni giorno”, ha assicurato Netflix nella lettera agli azionisti. Per accrescere il coinvolgimento del proprio pubblico l’azienda sta esplorando diverse strade, tra cui, secondo indiscrezioni, l’introduzione di canali live in grado di trasmettere ininterrottamente determinati programmi o film e l’offerta in bundle con altri servizi in streaming.

