21 Settembre 2026

Napoli – Omicidio Rapuano, ucciso dalla moglie con 189 coltellate, figlie parti civili al processo

NAPOLI - Al via il processo per l’omicidio di Ciro Rapuano, il 59enne ucciso dalla moglie Lucia Salemme con 189 coltellate nella notte tra il 3 e il 4 settembre 2025, nella loro abitazione di Forcella, nel centro di Napoli. Nel corso della breve udienza si sono costituite parti civili le due figlie della coppia,…
10 Settembre 2026

NAPOLI – Al via il processo per l’omicidio di Ciro Rapuano, il 59enne ucciso dalla moglie Lucia Salemme con 189 coltellate nella notte tra il 3 e il 4 settembre 2025, nella loro abitazione di Forcella, nel centro di Napoli.

Nel corso della breve udienza si sono costituite parti civili le due figlie della coppia, Valentina e Manuela. Quest’ultima si trovava in casa al momento dell’aggressione insieme alla figlia piccola. In aula era presente anche l’imputata, attualmente detenuta nel carcere di Secondigliano.

La Procura di Napoli contesta alla 58enne il reato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà e dal vincolo di parentela. Secondo la ricostruzione accusatoria, Rapuano sarebbe stato ucciso intorno alle 2 del mattino. Dopo l’accaduto, Salemme avrebbe contattato le forze dell’ordine, riferendo di aver colpito ripetutamente il marito con un coltello.

La donna, assistita dall’avvocato Riccardo Maria Pinto, sostiene di avere reagito a un’aggressione fisica dell’uomo e di aver subito in precedenza altri episodi di violenza. Per la Procura, tuttavia, non si sarebbe trattato di legittima difesa, bensì di un’azione pianificata. L’accusa ritiene significativo anche il presunto spegnimento delle telecamere interne all’abitazione prima dell’aggressione, che sarebbe avvenuta mentre Rapuano dormiva.

Dall’esame delle registrazioni, secondo quanto emerso, risulterebbe invece un’aggressione dell’uomo nei confronti della moglie, verificatasi diverse ore prima dell’omicidio. Alla base delle tensioni familiari vi sarebbe stato un presunto ammanco di denaro: nell’abitazione erano custoditi oltre 400mila euro in contanti e una parte della somma sarebbe stata prelevata e impiegata dalla donna e dalla figlia minore per acquisti di lusso effettuati in più occasioni.

Il procedimento è in corso davanti alla terza sezione della Corte d’Assise di Napoli. La prossima udienza è stata fissata per il 5 novembre.