La fine di un calvario. Un percorso lungo quattro mesi. Pesantissimo, soprattutto a 34 anni. Da quel maledetto rigore (a saper quanto sarebbe costato) trasformato con l’Inter, ad oggi, venerdì sei marzo 2026. Dopo quattro lunghi mesi di convalescenza, infermeria e lungodegenza, il mondo Napoli ma soprattutto quel del calcio riabbraccia Kevin De Bruyne.
Adesso è ufficiale. Antonio Conte ha convocato sia lui che Zambo Anguissa per l’anticipo di stasera col Torino. Per un centrocampo che per larga parte della stagione azzurra è stato totalmente decimato, basti pensare che anche stasera mancheranno persino entrambi gli altri due titolari: McTominay e Lobotka. A dispetto di croniche fallimentari campagne europee, quest’anno Conte qualche alibi effettivamente lo nutre. Qualche credito con la fortuna, a questo punto, decisamente pure. E nonostante un centrocampo raso al suolo e la perdita di perno Lukaku ad inizio stagione, il Napoli comunque è ancora lì, terzo in classifica. Va fatto un plauso al tecnico salentino, stavolta.
Ma l’aspetto più importante è che il calcio internazionale, di riflesso la nostra Serie A, torna a riabbracciare un grande campione. Da capire come tornerà, da capire se e quanto impiegherà a ritrovar passo e smalto per riprender almeno quel 60/70% del mostro calcistico che fu. Esulta e sorride soprattutto la nazionale belga, ma se vogliamo la Fifa stessa: KDB avrà questi due mesi e mezzo di tempo per dimostrar d’esser calcisticamente vivo e conquistar l’obiettivo dell’anno, la convocazione all’ultimo Mondiale. La prima fermata per l’ultimo treno iridato parte proprio stasera.


