Sembra quasi che le divinità della MotoGP, lassù, si divertano a scegliere trame, destini, romanzi. Quelli per la gloria. Perché inutile girarci intorno: per capire quanto e come Bez facesse sul serio, quest’anno, tutti aspettavano l’appuntamento del destino, quello a casa sua, in quel Mugello dove effettivamente non aveva mai vinto.
E Bez, quest’anno nemmeno stavolta, non ha tradito. Ha vinto il GP d’Italia. Entusiasmo tricolore, delirio Aprilia. Vince Bezzecchi davanti al compagno di scuderia Jorge Martin, in un podio in cui specialmente dalle nostri parti non ci fa altro che piacere ritrovare e riabbracciare Pecco Bagnaia, specialmente in Italia e soprattutto in un’annata così complicata.
Di Giannantonio chiude in quinta piazza, delude ancora Marc Marquez che da campione del mondo in carica deve arrendersi in settima posizione; sovvertito ogni equilibrio e sorpresa Sprint, perché il vincitore della gara del sabato quale Raul Fernandez finisce in ottava piazza.
Un successo, quello di Bezzecchi, che significa tanto, sia a livello mediatico che a livello storico. A livello mediatico diventa infatti impatto e consacrazione nel momento più atteso: manifestazione di intenti di gloria, a fatti ed a casa sua. A livello storico consegue altresì la decima vittoria in Top-Class, in dieci circuiti differenti, soprattutto prima volta al Mugello.
In questa maniera si alimenta il distacco in classifica. Adesso sono i 17 i punti che lo separano dal compagno di squadra inseguitore, Jorge Martin. In terza piazza, sfruttando anche il podio della Sprint del sabato, resiste invece Di Giannantonio. Il Motomondiale esplode e torna la prossima settimana, domenica appuntamento al Balaton.

