SAINT-GERVAIS – Erano stati avvertiti del rischio, ma hanno deciso comunque di affrontare l’escursione sul versante francese del Monte Bianco. Sono così rimasti bloccati in quota 32 alpinisti, dopo una frana che ha interessato il percorso verso il rifugio del Goûter, a circa 3.800 metri di altitudine.
Nei giorni precedenti, le guide di Saint-Gervais, Chamonix e Courmayeur, insieme all’Ufficio di alta montagna, avevano sconsigliato l’ascensione a causa dell’elevato rischio di scariche di pietre lungo la via normale francese.
Nonostante gli avvertimenti, i 32 alpinisti hanno raggiunto il rifugio. Il giorno successivo, 11 agosto, una frana si è staccata dal Couloir du Goûter, il canalone che rappresenta uno dei passaggi più delicati della salita.
Dopo l’evento, il sindaco di Saint-Gervais, Jean-Marc Peillex, ha disposto la chiusura del rifugio.
A quel punto gli alpinisti hanno chiesto di poter essere riportati a valle con un elicottero dei soccorsi pubblici. Il sindaco, però, ha negato l’intervento, sostenendo che le condizioni del Couloir du Goûter consentissero comunque la discesa e ricordando che gli escursionisti erano stati preventivamente informati dei rischi.
La situazione si è quindi risolta in modi differenti. Alcuni alpinisti hanno scelto di utilizzare un elicottero privato, pagando personalmente il trasferimento, mentre altri hanno affrontato la discesa a piedi.
La vicenda ha però aperto un dibattito sulla gestione dell’emergenza e sulle responsabilità di chi decide di affrontare itinerari di alta montagna nonostante gli avvisi delle autorità e degli esperti.

