Se sono state ancora le note degli Oasis a chiudere la serata del mercoledì europeo, in quel d’Atlanta, di notte oltreoceano riecheggia un’altra colonna sonora. E’ quella che rivaleggia in testa alle classifiche delle hit della kermesse iridata proprio Wonderwall: naturalmente “Take me home, Country Roads”, la colonna sonora della cavalcata di Mauricio Pochettino e dei suoi States, rivoluzione culturale domestica, un paese intero che forse come mai prima d’ora nella storia dello sport sogna in grande e s’appassiona alle sorti del mondo del calcio.
Dopo aver vinto il proprio girone, massima attenzione ad un osso sempre durissimo, roccioso ed insidioso come la Bosnia. Ma Poch ha creato gruppo, collettivo, che sa esprimersi e resiste ad ogni evenienza, anche restare in inferiorità numerica all’improvviso: 2-0 pure a chi aveva infranto il sogno Mondiale azzurro e biglietto pure per gli ottavi di finale in cassaforte. Scene bellissime, alla fine: il tecnico argentino, immerso tra i sostenitori, canta come chi centrerà cittadinanza onoraria in mezzo alla sua nuova gente, omaggiato ed idolatrato. Sul ritornello riecheggia West Virginia, la gente intona e sorride, si gode il viaggio, probabilmente gli attimi calcistici più belli della storia del paese.
Per Pochettino è già record in sella alla panchina degli States: nessun commissario tecnico aveva mai conquistato tre vittorie in una fase finale di un Mondiale. Intensità, trame, soprattutto sviluppo e triangolazioni ad alta velocità: giocano come una squadra di club, l’America una delle espressioni più belle di quest’avvio di Mondiali.. d’America. Agli ottavi c’è il Belgio: unica nota stonata l’espulsione di Balogun, ma questo team è gruppo vero, Rudi Garcia avvisato.

