Uragano Malen. Uragano Roma. Due concetti che da gennaio a questa parte ormai fanno rima. Ed è forse proprio gia di per sé l’asso olandese, inarrestabile a queste latitudini, la mossa per ridurre il gap con l’Inter e le più forti. Specialmente se poi a servirlo sta bene e torna a brillare Paulo Dybala. Specialmente se di fronte si trova una Fiorentina rivoluzionata, sì, ma con pieno cartello di cantiere aperto al Viola Park.
Poker giallorosso, poker a schiantar la viola al primo Monday Night della stagione. Delizia l’Olimpico, la coppia dei sogni. Il popolo romanista archivia l’estate e si tuffa come meglio non avrebbe potuto nel 2026/2027: appena tre mesi dopo maggio, altro poker alla Fiorentina. Triplo assist di un’incontenibile Joya, tripletta di Malen, che stende subito un messaggio forte e chiaro a Lautaro e compagnia: già fuga marcatori, quest’anno il titolo di capocannoniere deve esser suo. La Roma vince e convince, brilla e vola: debutto perfetto.
A sorpresa, per premesse disastrose di un’estate deprimente e di un’eliminazione in Coppa Italia specchio di quel che vive la Lazio ai giorni d’oggi, vince pure Gattuso che fa il colpo a Bologna: Frattesi esce dalla panchina, cinque minuti e già timbro. Lazialità pura, sorpresona al Dall’Ara. La Lazio, accolto Sutalo ed aspettando Pinamonti, avvia benissimo il campionato. Sospirone Ringhio, che vuol creare un team di guerrieri; il vento, poi, li porti dove vuole.

