21 Settembre 2026

Misure antimafia ad Aprilia: confiscato a un imprenditore ‘socialmente pericoloso’ un impero da 53 milioni basato sulle cooperative di comodo

Nel mirino della Finanza un imprenditore con reddito zero. Il sistema: appalti truccati, manodopera illecita e finti investimenti nella tecnologia 4.0
8 Settembre 2026
Maxi-sequestro da 53 milioni di euro ad Aprilia. I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina hanno fatto scattare i sigilli su beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie riconducibili a un imprenditore locale, operante nel settore dell’autotrasporto e del facchinaggio. Il provvedimento di prevenzione antimafia è stato emesso dal Tribunale di Roma – Sezione specializzata Misure di Prevenzione – su proposta della Procura della Repubblica di Latina. L’uomo è stato formalmente ritenuto un soggetto “socialmente pericoloso”.

L’operazione nasce da una profonda sperequazione economica. Gli accertamenti patrimoniali hanno infatti portato alla luce un’enorme sproporzione tra i redditi dichiarati al fisco dall’imprenditore – definiti “pressoché inesistenti” – e il lussuoso tenore di vita mantenuto dall’uomo e dalla sua famiglia, oltre al valore del patrimonio aziendale accumulato nel tempo.
Al centro delle indagini, condotte sul campo dai militari della Tenenza di Aprilia con la collaborazione del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Latina, c’è un complesso e collaudato sistema fraudolento.

L’imprenditore guidava un consorzio attivo nei trasporti per conto proprio e per conto terzi. Secondo gli investigatori, il gruppo utilizzava diverse cooperative create “ad hoc” con un unico scopo: aggirare le normative sul lavoro e sul fisco per accaparrarsi una fetta consistente del mercato del facchinaggio, stringendo contratti con i principali spedizionieri su scala nazionale.

Attraverso questo meccanismo venivano messe in atto condotte di illecita somministrazione di manodopera. In questo modo il consorzio beneficiava indebitamente delle agevolazioni fiscali riservate per legge alle società cooperative. A questo si aggiungeva l’accumulo di ingenti crediti d’imposta, derivanti da contratti d’appalto considerati dagli inquirenti “artatamente stipulati”.

I problemi con la giustizia per l’imprenditore non finiscono qui. In qualità di rappresentante legale di una società per azioni (sempre nel comparto autotrasporti), l’uomo risulta già imputato per l’omesso versamento dell’Iva e delle ritenute certificate per decine di milioni di euro. Inoltre, avrebbe utilizzato in compensazione crediti d’imposta del tutto inesistenti per oltre 10 milioni di euro. Tali crediti erano stati formalmente giustificati con finti investimenti legati a progetti di “ricerca e sviluppo, transizione ecologica e innovazione tecnologica 4.0”, attività che i finanzieri hanno accertato non essere mai state eseguite.

Il patrimonio di 53 milioni di euro confiscato preventivamente comprende uffici e unità immobiliari di pregio situate nel comune di Aprilia, numerosi autocarri, interi patrimoni aziendali e diversi rapporti finanziari, intestati all’imprenditore o a prestanome e interposte persone. Per garantire la continuità aziendale e non penalizzare l’occupazione, il Tribunale ha già nominato un amministratore giudiziario che gestirà i beni e le società. Questa procedura, prevista dal Codice antimafia, punta a sottrarre la disponibilità dei beni ai soggetti pericolosi salvaguardando, al tempo stesso, l’attività economica e i diritti dei lavoratori onesti.