MILANO – È stato condannato a 16 anni di carcere il giovane che, quando aveva appena 15 anni, uccise l’82enne Teresa Emma Meneghetti nell’appartamento della donna in via Verro, a Milano. La sentenza è stata pronunciata dal Tribunale per i minorenni del capoluogo lombardo al termine del processo per l’omicidio avvenuto il 14 maggio 2025.
La Procura per i minorenni aveva chiesto una pena di 18 anni. I giudici hanno invece stabilito una condanna a 16 anni di reclusione per il ragazzo, oggi poco più che sedicenne.
Secondo quanto emerso dalle indagini, quella notte il giovane si era allontanato da casa dopo un litigio con la madre. Avrebbe quindi raggiunto il palazzo in cui aveva vissuto in precedenza con la famiglia, cercando ospitalità da una conoscente della madre. Non trovandola in casa, avrebbe trascorso alcune ore sulle scale del condominio.
Successivamente si sarebbe rivolto all’ex vicina di casa, Teresa Emma Meneghetti, chiedendole la possibilità di trascorrere la notte nel suo appartamento. Di fronte al rifiuto della donna, e dopo un ulteriore diniego alla richiesta di ricaricare il telefono cellulare, la situazione sarebbe degenerata fino alla tragica aggressione che costò la vita all’anziana.
A fare emergere l’accaduto fu la stessa madre del ragazzo. Dopo essere rientrato a casa nelle ore successive ai fatti, il giovane le avrebbe raccontato quanto accaduto. La donna lanciò immediatamente l’allarme, consentendo l’avvio delle indagini che portarono alla ricostruzione della vicenda e all’arresto del minore.
Con la sentenza pronunciata dal Tribunale per i minorenni si chiude il primo grado di un caso che aveva profondamente colpito l’opinione pubblica per la giovane età dell’autore e per la brutalità del delitto.

