1 Luglio 2026

Milano – Morte dell’agente Francesco Imprezzabile, domiciliari per il 26enne arrestato: aveva confessato la fuga

MILANO - Va agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico Genti Berisha, il 26enne di origini albanesi arrestato nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Francesco Imprezzabile, il vigile urbano di 39 anni deceduto durante un inseguimento avvenuto nei giorni scorsi nell'hinterland milanese. La decisione è stata presa dal giudice per le indagini preliminari dopo l'interrogatorio di convalida,…
27 Giugno 2026

MILANO – Va agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico Genti Berisha, il 26enne di origini albanesi arrestato nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Francesco Imprezzabile, il vigile urbano di 39 anni deceduto durante un inseguimento avvenuto nei giorni scorsi nell’hinterland milanese.

La decisione è stata presa dal giudice per le indagini preliminari dopo l’interrogatorio di convalida, nel corso del quale il giovane ha confermato le proprie responsabilità in merito alla fuga che avrebbe dato origine all’inseguimento.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, Berisha non si sarebbe fermato all’alt imposto dagli agenti della Polizia Locale, dando il via a un inseguimento ad alta velocità, durante il quale l’agente Imprezzabile avrebbe perso il controllo della motocicletta sulla quale viaggiava, riportando ferite mortali.

Il gip ha convalidato l’arresto disponendo la misura degli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico. La Procura, dopo l’interrogatorio, ha modificato la richiesta di custodia cautelare in carcere optando per i domiciliari, anche alla luce della confessione resa dall’indagato e della disponibilità di un’abitazione dove eseguire la misura.

Contestualmente, il giudice ha riqualificato l’originaria accusa di omicidio stradale in quella di morte come conseguenza di altro reato, lasciando invariata l’imputazione di fuga pericolosa.

Secondo quanto riferito dal difensore del giovane, l’avvocato Fabrizio Cardinali, Berisha avrebbe riconosciuto pienamente le proprie responsabilità.

Il legale ha spiegato che il suo assistito avrebbe definito la fuga un gesto “istintivo e sconsiderato”, dettato da un’errata valutazione della situazione, dichiarandosi profondamente dispiaciuto per quanto accaduto.

Sempre secondo la difesa, il 26enne avrebbe ribadito le proprie scuse ai familiari dell’agente e manifestato la volontà di compiere un gesto risarcitorio, nei limiti delle proprie possibilità economiche.

L’inchiesta prosegue per ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’inseguimento e accertare ogni responsabilità. Come previsto dalla legge, l’indagato deve considerarsi non colpevole fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.