23 Settembre 2026

Migranti – Anche la Finlandia rimanda i richiedenti asilo in Italia: “Il Patto Ue va applicato”

HELSINKI - Dopo Germania, Svizzera e Austria, anche la Finlandia si prepara a riprendere i trasferimenti di richiedenti asilo verso l'Italia. L'entrata in applicazione del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo sta infatti modificando nuovamente il meccanismo con cui viene individuato lo Stato membro responsabile dell'esame delle domande di protezione internazionale. A confermare la…
20 Agosto 2026
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HELSINKI – Dopo Germania, Svizzera e Austria, anche la Finlandia si prepara a riprendere i trasferimenti di richiedenti asilo verso l’Italia. L’entrata in applicazione del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo sta infatti modificando nuovamente il meccanismo con cui viene individuato lo Stato membro responsabile dell’esame delle domande di protezione internazionale.

A confermare la novità è stato il ministero dell’Interno finlandese, che ha spiegato a LaPresse che l’applicazione del nuovo regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione “consente la ripresa dei trasferimenti di richiedenti asilo verso l’Italia”.

Da Helsinki fanno sapere inoltre che “i trasferimenti sono attualmente in fase di preparazione”. Non è stato però ancora indicato quanti richiedenti potrebbero essere interessati dall’operazione.

Il governo finlandese lega la ripresa dei trasferimenti alla necessità di applicare le nuove regole europee sulla determinazione dello Stato competente per una richiesta d’asilo.

“Per la Finlandia è importante che le norme sulla responsabilità per l’esame delle domande di asilo siano applicate come previsto e che tutti gli Stati membri dell’Ue rispettino le proprie responsabilità nell’ambito del Patto”, ha spiegato il ministero dell’Interno.

Helsinki sottolinea inoltre di voler garantire “l’effettiva attuazione delle procedure relative alla determinazione dello Stato responsabile”.

Resta invece da chiarire la platea esatta dei possibili trasferimenti. Il ministero finlandese non ha specificato se le procedure riguarderanno soltanto i richiedenti arrivati dopo il 12 giugno, data indicata per l’entrata in applicazione del nuovo quadro europeo, oppure se potranno coinvolgere anche persone già presenti sul territorio finlandese.

La questione riguarda un fenomeno che negli ultimi anni era rimasto sostanzialmente congelato.

Secondo i dati del Viminale, tra dicembre 2022 e la fine del 2025 si sono accumulate circa 80mila richieste di presa in carico nei confronti dell’Italia, mentre i trasferimenti effettivamente realizzati sono rimasti a livelli molto bassi.

Nel periodo precedente, invece, erano stati oltre 17mila i richiedenti asilo trasferiti nuovamente in Italia nell’arco di cinque anni.

Il nuovo Patto europeo riapre quindi una partita che per Roma è particolarmente delicata. L’Italia aveva sostenuto la necessità di superare le criticità del vecchio sistema di Dublino, che in determinate circostanze attribuisce la responsabilità della domanda al primo Paese europeo di ingresso del richiedente.

Con il nuovo quadro normativo, gli altri Stati membri possono tornare a chiedere all’Italia di prendere in carico persone per le quali il nostro Paese viene individuato come responsabile dell’esame della richiesta di asilo.

La dimensione potenziale del fenomeno emerge anche dalle statistiche Eurostat: la platea delle persone interessate dalle procedure di trasferimento verso l’Italia supererebbe le 24mila unità.

Finora, però, i rientri sono stati pochissimi rispetto alle richieste. Secondo i dati riportati nell’ambito del monitoraggio del fenomeno, le persone effettivamente trasferite sarebbero state appena 85.