25 Giugno 2026

Michela Di Biase, è l’ora di rompere

A farsi chiamare «Lady Franceschini» non ci sta più. Adesso Michela Di Biase fa un passo avanti e spiega perché sostiene la «radicale» Elly Schlein alla guida del Pd: «Non c’è altra scelta»
4 Gennaio 2023
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I suoi dov’erano?
«Si erano separati ed erano andati altrove. Sono stati molto intelligenti a gestire la situazione, non ci hanno fatto vivere traumi, siamo state bene».

Con sua sorella vi divertivate?
«Studiavamo e facevamo mille lavori. Lei è più vivace di me, io mi davo le regole da sola, sono sempre stata un gendarme». 

In Consiglio comunale ha fatto l’opposizione alla sindaca Virginia Raggi, come oggi la fa a Giorgia Meloni.
«Per me è positivo che vengano elette delle donne, è comunque un segnale di pari opportunità. Detto questo, l’opposizione si fa sui fatti, e sia con Raggi sia con Meloni siamo distanti anni luce».

Lei ha fondato anche l’associazione Fare, acronimo di Femminista, Ambientalista, Radicale ed Europeista: perché?
«È successo prima della pandemia, due anni e mezzo fa. All’epoca erano ancora temi di cui non si parlava nel mio partito».

Eppure questo è il Parlamento con il 31 per cento di donne: il dato più basso in vent’anni. Le cose non sono cambiate.
«Ha perfettamente ragione».

Anche nel Pd sono poche le donne, e mai in ruoli chiave. È per questo che ha deciso di appoggiare Elly Schlein