Due anni fa, fatta di funghetti allucinogeni, Margo Price ha deciso di smettere di bere. Ci aveva già provato, ma qualcosa in quel trip psichedelico le ha fatto sperimentare un’epifania. «So che suona un po’ strambo, ma è stato una sorta di risveglio», dice Price, 39 anni. «Fino a quel momento avevo mandato a puttane tutto quanto nella vita e non c’era un solo motivo per non smettere con l’alcol».
Forte di questa nuova visione, Price ha finito di scrivere la sua notevole autobiografia Maybe We’ll Make It. Il libro è incentrato sui suoi sforzi per emergere a Nashville, in un momento in cui lei e il marito Jeremy Ivey dovevano affrontare i demoni di alcol, droga e traumi pregressi. Sulla scia del libro, Price ha pubblicato l’album Strays: coi suoi riff torridi e il suo folk sincero, e la partecipazione tra gli altri di Mike Campbell degli Heartbreakers di Tom Petty, è il suo lavoro più solido e coerente. «Per certi versi l’alcol m’ha salvato la vita. Ok, mi ha quasi uccisa, però ha anche attutito il dolore quando tutto


