23 Agosto 2026

Marcinelle, 70 anni dopo: Manoppello ricorda i suoi 22 minatori

ROMA, 06 AGO - A settant’anni dalla tragedia mineraria di Marcinelle, una delle vicende più drammatiche nella storia dell’emigrazione italiana, il Comune di Manoppello rinnova il proprio impegno nel custodire e tramandare la memoria di una delle pagine più dolorose del nostro Paese. L’8 agosto 1956, nella miniera del Bois du Cazier, persero la vita…
6 Agosto 2026

ROMA, 06 AGO – A settant’anni dalla tragedia mineraria di Marcinelle, una delle vicende più drammatiche nella storia dell’emigrazione italiana, il Comune di Manoppello rinnova il proprio impegno nel custodire e tramandare la memoria di una delle pagine più dolorose del nostro Paese. L’8 agosto 1956, nella miniera del Bois du Cazier, persero la vita 262 lavoratori, di cui 136 italiani: 60 erano abruzzesi e, tra questi, 22 cittadini di Manoppello, “manodopera qualificata perché provenivano dalle nostre miniere di bitume”, ha ricordato la vicesindaca del paese abruzzese, Giulia De Lellis, intervenendo oggi alla Farnesina alla presentazione del documentario di Salvatore Braca “Il fiore delle terre nere. Marcinelle 70 anni dopo”.

“Erano tutti partiti con la speranza di costruire un futuro migliore e sono divenuti simbolo del sacrificio, della dignità del lavoro e del coraggio dell’emigrazione italiana nel mondo”, ha aggiunto De Lellis. Come ogni anno, il Comune di Manoppello, in collaborazione con l’associazione “Marcinelle per non dimenticare”, promuove un ricco calendario di iniziative culturali e commemorative. Fino all’8 agosto, la città ospita incontri, spettacoli, proiezioni di film e documentari, presentazioni di libri e ricerche storiografiche, oltre ai momenti istituzionali di ricordo, con l’obiettivo di mantenere viva una memoria che supera i confini della comunità locale e si fa patrimonio civile dell’Abruzzo, dell’Italia e dell’Europa.

“Ricordare Marcinelle significa ricordare il sacrificio di migliaia di uomini che lasciarono il proprio Paese in cerca di lavoro e di un futuro migliore, contribuendo con il loro impegno alla ricostruzione dell’Europa del dopoguerra – ha sottolineato ancora De Lellis –. Per Manoppello questo ricordo assume un valore ancora più profondo: la tragedia colpì direttamente molte famiglie, segnando per sempre la storia del paese. Con le iniziative in programma per il settantesimo anniversario dell’8 agosto 1956, Manoppello rinnova il proprio impegno affinché il sacrificio dei suoi minatori e di tutti coloro che persero la vita a Marcinelle continui a parlare alle nuove generazioni, perché la memoria, quando diventa conoscenza e responsabilità condivisa, diventa uno strumento essenziale per costruire un futuro fondato sul rispetto della vita, dei diritti dei lavoratori e della pace tra i popoli”.

Domani sera, in piazza Marcinelle a Manoppello, sarà proiettato in anteprima nazionale il docufilm “Un fiore nelle terre nere”, diretto da Salvatore Braca e realizzato da Rai Documentari. Sabato 8 agosto si terrà la cerimonia ufficiale di commemorazione, alla presenza delle famiglie delle vittime, delle autorità civili, militari e religiose, delle rappresentanze istituzionali e con il coinvolgimento di bambini e ragazzi impegnati, in quei giorni, nel Campo scuola nazionale “Anch’io sono la Protezione Civile”. La giornata proseguirà con la presentazione del libro “Mamma, sai: dalla fabbrica sono arrivato al Senato”, di Antonio Razzi, che dialogherà con il pubblico raccontando la sua esperienza di emigrazione e il percorso umano e istituzionale che lo ha portato fino al Senato della Repubblica.