15 Luglio 2026

Manifesto Furie Rosse – Così la Spagna raccolse lo scettro di favorita Mondiale

In Texas è stato spot. Perché significativo. Ma soprattutto perché visibile ad occhio nudo. Alla fine, il calcio resta uno sport di squadra. Il singolo ti può estrarre il coniglio dal cilindro a parità di condizioni, ma se una è più squadra di un'altra trionfa sempre il collettivo. Questo l'aspetto preponderante da sottolineare (ancora) dell'ultima…
15 Luglio 2026
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In Texas è stato spot. Perché significativo. Ma soprattutto perché visibile ad occhio nudo. Alla fine, il calcio resta uno sport di squadra. Il singolo ti può estrarre il coniglio dal cilindro a parità di condizioni, ma se una è più squadra di un’altra trionfa sempre il collettivo.

Questo l’aspetto preponderante da sottolineare (ancora) dell’ultima notte oltreoceano, della prima semifinale dei Mondiali d’America. Se stasera aspettiamo un duello storicamente quasi geopolitico tra Argentina ed Inghilterra, la prima finalista è la Spagna campione d’Europa. Che ha spiegato ancora perché, ed a tutti quanti, forse è ancora la squadra migliore di tutto questo percorso. 2-0 a sbatter fuori la Francia, disillusa sul più bello.

S’è totalmente rivendicata lo scettro di favorita, a questo punto. Battendo chi per strapotere aveva dimostrato d’esser, sulla carta fino alle semifinali, la più forte: la Francia. Già, proprio i transalpini per la stragrande maggioranza degli addetti ai lavori assoluti favoriti per la vittoria finale. Il dubbio poteva sussistere se fossero squadra o meno, e lo sono stati, senz’altro, ma evidentemente non quanto la Spagna.

Perché tra grande equilibrio, intelligenza calcistica, filo De La Fuente ed esperienza.. la Spagna in fase difensiva ha chiuso con arguzia ogni linea di passaggio dei fuochi transalpini, non permettendo tra l’altro loro di non esprimere mai fiammate in ripartenza; dall’altra ti addormenta come un serpente, fila la trama giusta e facendoti correre a vuoto ti colpisce con trame da sempre esteticamente sopraffine, brillanti e spagnoleggianti. Il due a zero di Pedro Porro, d’altronde, non è palese manifestazione.

De La Fuente s’è divorato Deschamps, che lascia la Francia dopo una cavalcata da protagonisti con la delusione sul più bello. Quand’è arrivata una squadra con la S maiuscola, ha abdicato. Adesso è il momento della Furie Rosse, che dopo la Nations League del 2023 e dopo l’Europeo del 2024 puntano a coronare un altro percorso, un’altra era straordinaria della loro storia. Dopo Portogallo e Belgio, e tra le grandi è stata quella che ha avuto il percorso più complicato (e pure questo, tanto, vuol dire), la Spagna è pronta a prendersi il Mondiale.