7 Luglio 2026

Manichino di Giorgia Meloni impiccato a testa in giù in piazza: i collettivi alzano la tensione

Centri sociali, studenti (o presunti tali) di estrema sinistra, continuano ad alzare la tensione.  Atteggiamenti aggressivi, minacce e occupazioni. Ora un manichino raffigurante Giorgia Meloni appeso a testa in giù a Bologna in una manifestazione dei collettivi contro il governo. «Molto grave quanto avvenuto a Bologna», afferma il ministro Francesco Lollobrigida. «Esponenti dei collettivi della…
11 Novembre 2022
manichino giorgia meloni
manichino giorgia meloni

Centri sociali, studenti (o presunti tali) di estrema sinistra, continuano ad alzare la tensione.  Atteggiamenti aggressivi, minacce e occupazioni. Ora un manichino raffigurante Giorgia Meloni appeso a testa in giù a Bologna in una manifestazione dei collettivi contro il governo. «Molto grave quanto avvenuto a Bologna», afferma il ministro Francesco Lollobrigida. «Esponenti dei collettivi della sinistra hanno sfilato in corteo con un manichino raffigurante il presidente Meloni esposto a testa in giù. Ci auguriamo che gli autori di questo vergognoso atto intimidatorio siano individuati. E soprattutto ci aspettiamo una netta e inequivocabile condanna da parte di tutte le forze politiche, sinistra in primis. Solidarietà e vicinanza al presidente del Consiglio Giorgia Meloni».

Manichino di Giorgia Meloni, segnale di violenza

«Il manichino di Giorgia Meloni impiccato a testa in giù in piazza a Bologna è un pericoloso e inaccettabile segnale di violenza. Nessuno, nemmeno chi siede nelle aule istituzionali e ha fomentato odio contro la destra per raccattare qualche voto, può esimersi dall’indignarsi. Oggi prendono di mira il presidente del Consiglio ma in questa spirale domani potrebbe accadere a chiunque altro. Adesso Pd, sinistra e M5s, si degnino almeno di condannare questa vergogna».

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Il post delirante del Laboratorio Cybylla

L’immagine è stata pubblicata su Facebook sulla pagina del Laboratorio Cybylla abbinata a un lungo post. Parole deliranti, quelle del collettivo. «A pochi giorni da un decreto “anti-rave” ci troviamo nuovamente a invadere le strade di Bologna. È facile attaccare mediaticamente la movida, la socialità per privarci della nostra libertà di creare antagonismo». In sostanza, le feste di alcol e droga sarebbero “socialità”. Poi il delirio continua: «Questo abuso nei confronti della dissidenza travestito da decreto è in realtà l’ennesima norma securitaria agitata da un governo fascista che ci vuole obbedienti,