C’è un romanzo che, in pochi mesi, è passato dalle librerie ai palchi dei più importanti premi letterari nazionali. È “La tela di Archimede” di Riccardo Alberto Mangiacapra, edito da Spirito Libero Edizioni, protagonista di un’estate che difficilmente l’autore dimenticherà. Tre giurie diverse, in tre regioni diverse, hanno voluto premiare la stessa storia: quella di un uomo che dalla Sicilia rurale arriva alla finanza londinese portandosi dietro il peso delle proprie origini.
Il riconoscimento più prestigioso è arrivato dal Premio Internazionale Navarro di Sambuca di Sicilia, dove Mangiacapra si è classificato al primo posto nella sezione narrativa edita, un ex aequo che lo ha collocato tra le voci più apprezzate della manifestazione, giunta a raccogliere partecipanti da tutta Italia e non solo. A questo si sono aggiunti il terzo posto al Premio La Perla del Tirreno e il terzo posto al Premio Terra d’Agavi, il concorso letterario internazionale promosso dal Rotary Club Gela, entrambi nella narrativa edita.
“Sono molto contento di questi riconoscimenti, arrivano quasi tutti insieme e questo rende tutto ancora più incredibile racconta lo scrittore. Quando scrivi lo fai in solitudine, senza sapere se qualcuno capirà davvero quello che hai voluto dire. Vedere che tre giurie, in luoghi lontani tra loro, hanno premiato Archimede e la sua storia è la soddisfazione più grande che potessi immaginare”.
Un successo che si spiega anche con la forza del racconto. “La tela di Archimede” segue il suo protagonista in un lungo viaggio a ritroso, tra i ricordi di un’infanzia segnata dal marchio di figlio illegittimo, ù bastaddu, e la scalata al mondo dei broker finanziari della City. La sua abilità con i numeri, proprio come il matematico di cui porta il nome, diventa il salvacondotto per fuggire da una terra dura e da una famiglia ostile. Ma il passato, come una tela pazientemente tessuta, torna a chiedere il conto.
Il romanzo, uscito nel febbraio 2025, affronta con misura temi complessi come la violenza domestica, la vendetta e la possibilità del riscatto. Una scrittura che, come è stato notato da lettori e recensori, riesce a trasmettere sensazioni forti senza mai cedere al facile effetto, in un equilibrio tra dolore e speranza che è la cifra dell’autore fin dal suo esordio.
Non è un caso isolato nel percorso di Mangiacapra. Classe 1959, nato a Civitavecchia, ex imprenditore dell’informatica prestato alla scrittura, l’autore aveva già raccolto attenzione con il primo romanzo, “La Linea Gialla” (2023), e con il racconto “Archimede”, tra i vincitori del premio nazionale “Di Pari Passo” nel 2024. Ma è con questo secondo romanzo che il suo nome è entrato stabilmente nel circuito dei premi.
La corsa dei riconoscimenti fa da cornice all’ultimo appuntamento della stagione: domenica 30 agosto, alle ore 19.00, Mangiacapra presenterà “La tela di Archimede” al Castello di Santa Severa, nell’ambito della rassegna “Libri e Calici”, con degustazione dei vini del territorio a cura di UNPLI Lazio. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti, con prenotazione obbligatoria su Eventbrite.

