Non è mai tardi per la gloria. Ma soprattutto, non è mai tardi per la gloria se non ti arrendi mai, nonostante a tutte le avversità che riscontri sul tuo cammino. Ecco perché la medaglia d’oro della notte di Birmingham, dopo la storia scritta dal record di Sara Curtis agli Europei di nuoto a Parigi, diventa già non soltanto motivo di vanto ed orgoglio tricolore, bensì ispirazione.
Parliamo naturalmente di Dariya Derkach, nata in Ucraina ma tornata dai suoi genitori ormai italiani all’età di nove anni. Allora Pagani, in provincia di Salerno, dove cimentarsi tra mille difficoltà nel talento di madre natura, il salto triplo.
La saltatrice lo scorso anno era alle prese con operazioni su operazioni, potenzialmente sul viale del tramonto della carriera. Una carriera che vantava 26 successi giovanili e ben 14 titoli da professionista, tra indoor ed outdoor. Su tutti, l’argento in Turchia agli Europei del 2023. Sembravano ormai lontani ricordi, vista quella tripla operazione al tendine d’Achille che ha logorato il suo 2025.
Ma nel 2026, riacciuffa i suoi livelli e va oltre: 14,60 metri al terzo salto, l’azzurra è campione d’Europa per la prima volta nella sua storia. A 33 primavere. Incredibile ma vero, la belga Guisse e la bulgara Nacheva possono accompagnare solo. Super qualsiasi traguardo avesse raggiunto prima. Adesso è gloria, domani già tempo di preparare Los Angeles, l’ultimo grande appuntamento della carriera.

