MILANO – Ore ed ore dopo, Milano ricorda. Ricorda commossa, in silenzio, tra preghiere e raccoglimento. Ricorda uno dei più grandi della storia del calcio italiano, un figlio d’arte che senza pressione divenne predestinato, un predestinato che divenne leggenda. Uno dei più grandi di sempre, sì, Sandro Mazzola. Che s’è spento poco dopo la mezzanotte, ad 83 primavere.
Un minuto di silenzio su tutti i campi a partire da questo pomeriggio, su tutta la Penisola. Non sarebbe potuto esser altrimenti. L’Inter, club di cui è stato pluridecennale bandiera, scenderà in campo più tardi all’Olimpico col lutto al braccio.
Anche i funerali sono stati stabiliti. Personalità illustre, per permettere a tutti i sostenitori da seguir da fuori, ancora a Milano nella Basilica di Sant’Ambrogio, come fu in estate per Franco Baresi. Il 2026 s’è portato forse via le due bandiere più emblematiche di due massime istituzioni del calcio italiano, Milan ed Inter.
E col passare delle ore, ormai da stamani, si susseguono messaggi di cordoglio. A partir dalla Nazionale: “Ciao Sandro, cuore azzurro”. E quindi le parole del presidente della FIGC, Giovanni Malagò, diramate sul sito ufficiale: “La scomparsa di Sandro Mazzola è un dolore profondo per me e per tutto il calcio italiano. Se ne va una leggenda, una delle figure che hanno contribuito a rendere grande il nostro calcio nel mondo. Sandro è stato una bandiera, un capitano, un campione capace di attraversare un’epoca e di diventare memoria collettiva. Il figlio di Valentino che ha saputo trasformare un cognome immenso in una storia altrettanto grande, costruita con talento, personalità, coraggio e una straordinaria umanità. Mi piace pensare che abbia finalmente ritrovato suo padre e quei campioni con cui ha condiviso una delle pagine più belle del calcio italiano”
Quindi l’Inter, con una serie di post e video infiniti, l’ultimo dei quali con la voce commossa del presidente Marotta, che esprime: “Oggi se ne va un altro pezzo di leggenda nerazzurra. Sandro era l’Inter, qui è entrato da ragazzo e qui ha scelto di restare per sempre: una sola maglia, diciassette stagioni, una vita intera. Con la Grande Inter di Herrera ha scritto pagine che nessuno cancellerà. Oggi il nostro dovere è custodirne il ricordo, perché un club è grande quanto la sua memoria. E quella di Sandro resterà con noi, per sempre”.
Emozionante e carico di significato e rispetto il cordoglio dei rivali di sempre, quelli del Milan: “Il Milan esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Sandro Mazzola, rivale storico e leale, leggenda dell’Inter e della Nazionale, protagonista della storia del calcio italiano. Un grande campione, una bandiera, un uomo che ha rappresentato un’epoca indimenticabile del nostro calcio. AC Milan si stringe alla famiglia Mazzola e a quella nerazzurra in questo momento di dolore. Ciao, Sandro”.
Quindi le istituzioni. Così il sindaco di Milano, Sala: “Milano saluta Sandro Mazzola. Bandiera nerazzurra, campione d’Europa nel ’68, simbolo di talento e fedeltà a una sola maglia. La nostra città lo ricorda con gratitudine e abbraccia la sua famiglia. Ciao Sandro”. Quindi la Premier, Giorgia Meloni sui propri canali social: “Con la scomparsa di Sandro Mazzola perdiamo un grande campione e una delle figure più amate nella storia del calcio italiano. Leggenda dell’Inter e degli Azzurri campioni d’Europa nel 1968, ha fatto gioire e appassionare generazioni di italiani, lasciando un segno indelebile nella nostra Nazione”.
Quindi l’UEFA, in rispetto di ciò che Mazzola fu, leggenda senza tempo e campione d’Europa azzurro nel 1968: “A nome della comunità calcistica europea, siamo profondamente addolorati per la scomparsa della leggenda di Inter e Italia Sandro Mazzola, all’età di 83 anni. Mazzola ha vinto quattro titoli di lega, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali con l’Inter, oltre ad alzare il trofeo degli Europei 1968 con l’Italia. I nostri pensieri sono con la sua famiglia, gli amici e i suoi ex colleghi in questo momento difficile”,

