Sono ore difficilissime per tutta la famiglia Messi. Per i figli che hanno perso il loro nonno, ma soprattutto per lui, Lionel, uno dei campioni più grandi della storia del calcio. Se ne va Jorge, se n’è andato sconfitto da un tumore al pancreas, che lacerante in poco tempo se l’è portato via.
L’aveva capito bene, Leo. Lo sapeva e lo sentiva già dal debutto Mondiale, con quella magnifica staffilata all’Algeria a cui susseguirono lacrime che il campione stesso, ai media nel post partita, giustificò per motivi personali. I motivi vertevano sulle condizioni di salute del papà, che un mese dopo avrebbe drammaticamente alzato bandiera bianca: s’è spento nella notte tra venerdì e sabato, nella clinica dove rimaneva in cura, in quel di Rosario, la loro città, la loro terra.
Da lì è partito tutto. Da lì partirono i sogni del campione. Fu il papà ad avallare, organizzare e gestire il trasferimento da bambino di Lionel a Barcellona, quella Catalogna e quel mondo blaugrana che avrebbero seguito il percorso di crescita di un ragazzo che nei decenni successivi avrebbe scritto la storia del calcio. E’ stato più di un padre: agente, filtro, consigliero, maggiordomo. E’ stato tanto, è stato tutto. Sono ore terribili, terrificanti per tutta la famiglia Messi.

