Ancora e sempre Harry Kane. L’Inghilterra esulta, si abbraccia, celebra un campione senza tempo e soltanto ed esclusivamente grazie a lui evita forse la figuraccia più grande di quest’avvio di Mondiale d’America. Doppietta dell’uragano, forse all’annata più grande della sua carriera, a trascinare i Tre Leoni e scacciare ogni fantasma: il biglietto del Messico, con sospirone, adesso sì che è in cassaforte.
Onore e grossi, grossi applausi al Congo. Che gioca, segna, va in vantaggio e sfiora addirittura il raddoppio. Nella ripresa, però, l’Inghilterra pur senza brillare alza i carichi offensivi ed i risultati, alla lunga, sono inevitabili. Ci pensa prima di testa e poi con un bolide dal limite Harry Kane, per ribaltare e completare la rimonta, per il 2-1 finale.
Non titoleremo come per Germania ed Olanda, ma l’Inghilterra c’è andata veramente vicina. Poca roba, la squadra di Tuchel. Convocazioni che non hanno convinto, soluzioni tattiche e fisionomia, ancor meno. Per quanto dimostrato oggi, col piccolo ma eroico Congo, ha rischiato d’esser l’ennesima vittima illustre di un ecosistema così insidioso e scivoloso come i sedicesimi, dove di vittime illustri ne abbiamo già registrate in abbondanza. Un aspetto è certo: l’Inghilterra deve crescere, altrimenti sarà dura andare oltre. Già alla prossima, nella bolgia di Città del Messico.

