Un caso che ha fatto discutere, che fa discutere, destinato a far ancora discutere. Un caso, soprattutto, che crea precedenti. Negli occhi del ciclone della critica internazionale, e nazionale, è finita ancora la Lazio di Lotito. Ma stavolta al centro delle copertine biancocelesti non c’è contestazione, Olimpico deserto, mercato bloccato o a saldo zero. Stavolta, a divorare ancora di più l’atmosfera attorno alla proprietà Lotito, c’è la calciatrice Gothberg. Che nel 2023/24 fu una delle più autentiche protagoniste della prima squadra femminile in Serie A. Le parti trattavano da mesi il rinnovo del contratto, che la svedese s’era strameritata per le prestazioni offerte in campo; salvo poi come per onestà comunicasse al club d’esser rimasta incinta. Per tutta risposta, la Lazio cambiò idea: nonostante avesse imbastito la trattativa per un rinnovo per cui ormai s’era ai dettagli, la dirigenza si tirò indietro, voltò le spalle alla svedese e la lasciò libera d’andar via, senza squadra, a parametro zero.
Un caso che dopo tanti anni, nelle ultime ore, è tornato prepotentemente all’ordine del giorno. Associazioni femministe indignate, ennesimo polverone Lotito, ma soprattutto fiocca la sentenza del TAS di Losanna: Lazio costretta a risarcire la calciatrice, Lazio dichiarata colpevole. Quasi 70mila euro nelle casse della svedese. Chat whatsapp hanno incastrato i biancocelesti: l’accordo era già stato sostanzialmente trovato e mancava solo da mettere nero su bianco (crea precedente), ma soprattutto ha giocato un ruolo pesante la violazione della privacy. Per onestà, in confidenza, Gothberg comunicò ed ammise al club d’esser incinta; la Lazio la lasciò andar via spiegando le sue condizioni mediche alle ex compagne di squadra.
Per tutta risposta, proprio nelle ultime ore, è arrivato il comunicato della Lazio: “La S.S. Lazio Women 2015 A.R.L. prende atto della decisione assunta dal Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) nel procedimento promosso dalla calciatrice Maja Gothberg. Pur rispettando integralmente il pronunciamento arbitrale, la Società ritiene opportuno evidenziare alcuni aspetti della decisione che confermano la particolarità e la complessità della vicenda. Il Collegio Arbitrale ha infatti riconosciuto la natura eccezionale del caso, caratterizzato da una serie di circostanze oggettive che lo distinguono dalle ordinarie controversie in materia contrattuale. Tra queste, il fatto che la calciatrice abbia comunicato la propria gravidanza prima dell’inizio della stagione sportiva, prima dell’arrivo presso il Club e prima della sottoscrizione formale del contratto. Proprio in considerazione delle peculiarità della vicenda, il TAS non ha applicato le ulteriori sanzioni previste dal Regolamento FIFA per i casi di risoluzione del rapporto legati alla maternità, riconoscendo l’assenza di mala fede da parte della S.S. Lazio Women 2015 A.R.L. e rilevando come il Club abbia operato sulla base di una valutazione giuridica poi ritenuta non corretta dal Collegio Arbitrale. La decisione evidenzia inoltre come il rapporto tra le parti sia stato gestito esclusivamente attraverso l’intermediazione dell’agente della calciatrice. È significativo rilevare che la S.S. Lazio Women 2015 A.R.L. non abbia mai ricevuto una comunicazione diretta da parte della calciatrice, né una richiesta di chiarimento circa la prosecuzione del rapporto, né la restituzione del contratto firmato dopo la trasmissione della documentazione predisposta dal Club. Gli stessi arbitri hanno sottolineato che tra la Società e la calciatrice non vi è mai stato un contatto diretto e che quest’ultima avrebbe potuto verificare personalmente la disponibilità del Club a proseguire il rapporto prima di avviare il contenzioso. In tale contesto, la ricostruzione dei fatti contenuta nel lodo conferma come le criticità che hanno portato alla controversia siano maturate all’interno di una gestione negoziale particolarmente complessa e caratterizzata da interlocuzioni affidate esclusivamente a soggetti terzi. Una circostanza che ha inevitabilmente contribuito a generare incomprensioni e valutazioni divergenti tra le parti. La S.S. Lazio Women 2015 A.R.L. ribadisce il proprio impegno a favore della tutela delle atlete e dei principi di inclusione, rispetto e pari opportunità che caratterizzano il calcio femminile moderno. La Società continuerà a garantire il massimo livello di attenzione nei confronti delle proprie tesserate e ad adeguare costantemente le proprie procedure interne alle evoluzioni normative e regolamentari nazionali e internazionali.

