NEW YORK, 17 lug. — Ancor prima di approdare nelle sale, Odissea (The Odyssey) di Christopher Nolan ha acceso un rinnovato interesse verso l’omonimo poema epico di Omero. A rilevarlo è il Wall Street Journal, con un articolo titolato «Dopo tremila anni, si legge finalmente l’Odissea, almeno su Wikipedia» (After 3,000 Years, People Are Finally Reading The Odyssey — at Least on Wikipedia), secondo cui a trarre il maggiore vantaggio dal kolossal è in particolare la traduzione curata da Emily Wilson, adottata da Nolan come fonte. La Wilson, peraltro, è la prima donna ad aver tradotto in inglese sia l’Odissea sia l’Iliade.
Il volume di circa 500 pagine va letteralmente a ruba e i social si riempiono di immagini di lettori con in mano una copia. «Onestamente, qualsiasi cosa spinga a leggere o ad ascoltare Omero per me va bene», ha commentato Lawrence Kim, docente di Studi classici alla Trinity University di San Antonio, in Texas. In un primo momento, alcuni fan di Nolan erano rimasti persino sorpresi che il film non si basasse su una sceneggiatura originale. Lo hanno scoperto soltanto dopo che, una volta annunciato il kolossal, il celebre creatore di contenuti Matt Ramos, noto come «Supes», ha pubblicato online lo screenshot di una ricerca su Google da cui risultava che Odissea era l’adattamento cinematografico di un poema scritto nell’antica Grecia oltre duemila anni fa. Da lì si è scatenata la caccia alle informazioni su Wikipedia e sugli altri motori di ricerca.
Il regista Christopher Nolan, il cui prossimo kolossal «Odissea» (The Odyssey) ha riacceso l’interesse dei lettori per il poema di Omero. (Foto: Richard Goldschmidt / Wikimedia Commons, licenza CC BY 3.0)

