27 Luglio 2026

Livorno – Figlio lanciato dal sesto piano, condanna definitiva a 19 anni

LIVORNO - Diciannove anni di carcere, accompagnati da tre anni di permanenza in una Rems come misura di sicurezza: è definitiva la condanna nei confronti di Damaris Kindelan Ballester, 41 anni, di origine cubana, ritenuta responsabile dell’omicidio volontario aggravato del figlio di due anni e mezzo, precipitato dal sesto piano di un edificio a Livorno…
16 Luglio 2026
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LIVORNO – Diciannove anni di carcere, accompagnati da tre anni di permanenza in una Rems come misura di sicurezza: è definitiva la condanna nei confronti di Damaris Kindelan Ballester, 41 anni, di origine cubana, ritenuta responsabile dell’omicidio volontario aggravato del figlio di due anni e mezzo, precipitato dal sesto piano di un edificio a Livorno nella notte tra il 16 e il 17 agosto 2023.

La Corte di Cassazione ha confermato quanto già stabilito nei precedenti gradi di giudizio, riconoscendo il vizio parziale di mente e accogliendo le conclusioni della procura generale. Respinta invece la richiesta della difesa di annullare la sentenza e disporre un nuovo processo d’appello con un’ulteriore perizia psichiatrica.

All’alba del 17 agosto 2023 il bambino arrivò all’ospedale di Livorno già senza vita. In un primo momento la madre aveva riferito che il piccolo si era sentito male dopo una caduta avvenuta il giorno precedente in un parco giochi a Tirrenia, nel Pisano. Una versione smentita dagli esiti dell’autopsia, che rilevarono lesioni gravissime incompatibili con il racconto.

Le indagini, supportate anche dalle immagini delle telecamere di sorveglianza, hanno consentito di ricostruire gli spostamenti della donna insieme al figlio: nel pomeriggio del 16 agosto erano entrati in un condominio nella zona di Borgo Cappuccini, da cui sono usciti solo la mattina successiva. Intorno alle 4.30, il bambino è stato visto uscire in braccio alla madre dopo oltre undici ore, già privo di vita.

Nel corso del processo di primo grado la donna modificò la propria versione, sostenendo che il piccolo le fosse caduto accidentalmente mentre lo teneva affacciato alla finestra per farlo respirare. La perizia psichiatrica accertò la presenza di un disturbo borderline di personalità e una significativa riduzione della capacità di intendere e di volere al momento dei fatti.

In primo grado la Corte d’assise di Livorno aveva inflitto una pena di 20 anni di reclusione, oltre alla misura di sicurezza. Successivamente, nel dicembre scorso, la Corte d’assise d’appello aveva ridotto la condanna a 19 anni, confermando il ricovero in Rems. Con la decisione della Cassazione, la sentenza è ora definitiva.