1 Settembre 2026

L’Islanda al voto sulla riapertura dei negoziati Ue: pesca e agricoltura i nodi da sciogliere

Ha preso avvio oggi in Islanda il voto anticipato per il referendum, fissato per il 29 agosto, sulla possibile ripresa dei negoziati per l'ingresso del Paese nell'Unione Europea. I colloqui per l'adesione erano stati lanciati nel 2009, in risposta alla crisi finanziaria mondiale che aveva duramente colpito l'economia dell'isola, ma vennero formalmente congelati nel 2015,…
27 Luglio 2026

Ha preso avvio oggi in Islanda il voto anticipato per il referendum, fissato per il 29 agosto, sulla possibile ripresa dei negoziati per l’ingresso del Paese nell’Unione Europea. I colloqui per l’adesione erano stati lanciati nel 2009, in risposta alla crisi finanziaria mondiale che aveva duramente colpito l’economia dell’isola, ma vennero formalmente congelati nel 2015, in coincidenza con la ripresa economica islandese.

I sondaggi mostrano un’opinione pubblica spaccata all’interno del Paese, che conta circa 400.000 abitanti: una rilevazione Gallup condotta a fine giugno segnalava il 52% dei partecipanti favorevole e il 48% contrario. Qualora i negoziati venissero effettivamente riavviati, i due fronti dovranno confrontarsi sul nodo più delicato della relazione bilaterale, cioè pesca e agricoltura, comparti strategici per l’economia islandese e già causa del naufragio dei precedenti colloqui. La settimana scorsa la ministra degli Esteri Thorgerdur Katrin Gunnarsdottir ha dichiarato al collega francese in visita, Jean-Noel Barrot, che avrebbero puntato a “un buon accordo sulla pesca” e sul comparto agricolo.

Tutto ciò avviene in un contesto segnato da una crescente instabilità geopolitica e da tensioni tra l’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump e i tradizionali alleati, sfociate anche nelle minacce americane riguardanti la vicina Groenlandia. L’Islanda gode già di accesso al mercato unico europeo grazie alla propria partecipazione allo Spazio economico europeo, che comporta l’obbligo di recepire buona parte della normativa dell’Ue. Il Paese fa inoltre parte dell’area di libera circolazione Schengen, sebbene resti fuori dall’Unione doganale europea.

Nel caso in cui l’esito del referendum fosse favorevole alla riapertura dei negoziati, si renderà necessaria una successiva votazione specifica sull’effettiva adesione all’Unione.