21 Settembre 2026

Lipsia, identificati due sospetti per drone aeroporto: uno sarebbe entrato nello spazio Schengen con visto italiano

LIPSIA - Uno dei due sospettati per il tentato attacco con droni esplosivi contro l’aeroporto di Lipsia/Halle sarebbe un cittadino bielorusso con anche un passaporto russo. Il suo Dna sarebbe stato individuato dagli inquirenti, che avrebbero inoltre rilevato suoi precedenti collegamenti con reati avvenuti nei Paesi baltici. Secondo quanto riferito da Tagesschau, sulla base di informazioni…
2 Settembre 2026

LIPSIA – Uno dei due sospettati per il tentato attacco con droni esplosivi contro l’aeroporto di Lipsia/Halle sarebbe un cittadino bielorusso con anche un passaporto russo. Il suo Dna sarebbe stato individuato dagli inquirenti, che avrebbero inoltre rilevato suoi precedenti collegamenti con reati avvenuti nei Paesi baltici.

Secondo quanto riferito da Tagesschau, sulla base di informazioni di Ndr, Wdr e Süddeutsche Zeitung, l’uomo sarebbe entrato nello spazio Schengen alla fine di aprile con un visto turistico rilasciato dalle autorità italiane a Minsk. Le autorità tedesche avrebbero ricostruito i suoi movimenti.

Un secondo indagato sarebbe invece ritenuto il responsabile dell’organizzazione logistica e dell’addestramento operativo. Stando ai media tedeschi, l’uomo, titolare di documenti lettoni e russi, sarebbe arrivato in Germania attraverso l’aeroporto di Berlino-Brandeburgo alla fine di luglio. Da lì avrebbe raggiunto la Sassonia con un’auto a noleggio, lasciando poi il Paese in aereo due giorni prima del fallito attentato.

L’inchiesta si fonderebbe soprattutto sulle tracce biologiche recuperate nell’area dello scalo e nelle sue vicinanze. Il Dna sarebbe stato rinvenuto su un drone, in una lattina contenente esplosivo e su un’antenna installata su un albero vicino all’aeroporto. I riscontri ottenuti nelle banche dati europee, comprese quelle di Lituania e Finlandia, sarebbero stati poi incrociati con informazioni di intelligence.

Gli investigatori ritengono inoltre che nell’operazione possano essere stati utilizzati più droni rispetto a quanto emerso in un primo momento: finora ne sono stati recuperati tre, alcuni integri e altri danneggiati. Le ricostruzioni giornalistiche riferiscono tuttavia che le autorità tedesche dubitano di poter arrestare i presunti autori, anche perché diversi responsabili di precedenti sabotaggi attribuiti dall’Occidente al Cremlino si troverebbero in Russia.

Nel frattempo, dopo settimane di indagini, il governo tedesco ha attribuito ufficialmente alla Russia la responsabilità del tentato attacco del 4 agosto, richiamando elementi investigativi, tecnici e di intelligence che indicherebbero un coinvolgimento russo. Mosca continua però a respingere ogni accusa: l’ambasciata russa a Berlino ha definito la ricostruzione una “provocazione messa insieme frettolosamente” e ha parlato di una nuova ondata di “isteria antirussa” in Germania.