LATINA – Il giorno dopo fa ancora più male. Il giorno dopo, l’ambiente nerazzurro è un tumulto di rabbia, proteste, musi lunghi ed amarezza. Convulsioni sportive. Perché ancora una volta, nelle stesse modalità fioccate nelle volte precedenti, il Latina lascia sul campo ancora punti pesanti.
Nell’infrasettimanale di Serie C, capitolo 2026/27 giunto alla quinta giornata, i nerazzurri devono rinunciare alla vittoria anche in questo caso. Col Guidonia infatti, altra realtà laziale partita con ambizioni decisamente differenti in C rispetto al Leone che punta ai massimi livelli, non si va oltre l’uno a uno. Baez sblocca, Baez sfiora il raddoppio, quello di una gara condotta ma non chiusa; ed allora, come a Gubbio, nuova espulsione: stavolta fuori De Ciancio per rosso diretto, che cambia l’inerzia al tramonto e permette agli ospiti di tuffarsi in avanti alla ricerca dell’insperato pareggio. Che arriva in pieno recupero con Tonetto. Stavolta insorge Latina: sia il Francioni che Volpe, contestazioni veementi, un tumulto. Il Latina resta al palo, ancora con soli cinque punti.
Tra le poche realtà più giù in classifica c’è l’Ostiamare di patron De Rossi, che invece consapevole di affrontare uno degli avversari più forti ed attrezzati per la categoria quale il Ravenna di Ronaldinho tra tanti applausi e buonissima prestazione che ai punti avrebbe meritato anche forse qualcosa in più, si arrende sul tabellino finale: 1-0 per i romagnoli, decide Tenkorang alla mezzora, diversi tentativi per riacciuffar quel pareggio che non arriverà, ma ancora applausi e spunti positivi. Il percorso, in questo caso, è quello giusto.

