Un incredibile ritrovamento archeologico sta facendo discutere tutta Terracina. Durante i lavori per riaprire la linea ferroviaria Priverno-Terracina, è infatti venuto alla luce un pezzo importantissimo dell’antico acquedotto romano. Si tratta di una delle opere di ingegneria più grandi e imponenti di tutto il Lazio antico, che però fino ad oggi non era mai stata valorizzata e, incredibilmente, non era nemmeno segnata in modo corretto sulle mappe ufficiali.
Tutto è cominciato lo scorso 3 giugno. La scoperta non è nata da uno scavo programmato, ma da una vera e propria battaglia legale. Una cittadina privata, proprietaria di uno dei terreni interessati dai cantieri, ha fatto ricorso al Tar per chiedere di fermare i lavori. Per difendere la sua proprietà la signora ha incaricato un archeologo professionista di fare delle verifiche sul terreno ed è stato proprio in quel momento che è emersa la condotta romana.
A quel punto la palla è passata al Ministero della Cultura. E’ stata redatta una relazione dettagliata nella quale si legge chiaramente che l’acquedotto si trova esattamente nel punto in cui Anas e il Gruppo Ferrovie dello Stato stavano per fare dei lavori. I cantieri in questione servono a mettere in sicurezza la montagna per evitare la caduta di massi sui binari. La linea ferroviaria è infatti ferma da diversi anni proprio a causa di un grosso masso caduto sui binari. Per far ripartire i treni gli operai dovevano intervenire nel tratto tra il chilometro 113+800 e il chilometro 114+800, precisamente in località La Fiora. Ma l’acquedotto romano è spuntato proprio lì.
Adesso la situazione è diventata un vero pasticcio burocratico. Intanto, visto il pericolo di danneggiare o distruggere questo pezzo di storia millenaria, la Sovrintendenza ha preso una decisione drastica: ha scritto ai carabinieri di Latina chiedendo l’intervento immediato per bloccare i cantieri sulla linea ferroviaria. Al momento i lavori sono fermi in attesa di capire come salvare l’acquedotto e, allo stesso tempo, far ripartire i treni.

