21 Agosto 2026

Liguria – Sindaco rinuncia allo stipendio da otto anni: al Comune tornano circa 160mila euro

IMPERIA - Da quando è stato eletto, nel 2018, ha scelto di non percepire lo stipendio da sindaco. Una decisione che Massimo Di Fazio, primo cittadino di Triora, piccolo Comune dell'alta Valle Argentina, ha mantenuto per otto anni, rinunciando complessivamente a una somma che si aggira intorno ai 160mila euro. L'indennità alla quale Di Fazio…
18 Agosto 2026

IMPERIA – Da quando è stato eletto, nel 2018, ha scelto di non percepire lo stipendio da sindaco. Una decisione che Massimo Di Fazio, primo cittadino di Triora, piccolo Comune dell’alta Valle Argentina, ha mantenuto per otto anni, rinunciando complessivamente a una somma che si aggira intorno ai 160mila euro.

L’indennità alla quale Di Fazio ha deciso di rinunciare ammonta a 1.659 euro lordi al mese. La scelta è stata formalizzata attraverso una dichiarazione accettata dall’amministrazione comunale e ha avuto effetto fin dal giorno della sua elezione.

Una rinuncia che il sindaco spiega con un legame molto personale con il paese. “Lo faccio per amore”, ha raccontato Di Fazio a La Stampa, parlando del rapporto con Triora e della scelta di vivere proprio qui con la propria famiglia.

La storia personale del sindaco, racconta lui stesso, è stata segnata dalla morte del padre quando aveva appena nove anni. Un’esperienza che, secondo Di Fazio, lo avrebbe portato a sviluppare precocemente un forte senso di responsabilità e attenzione nei confronti degli altri.

“Un evento tragico che mi ha obbligato a maturare precocemente, sviluppando un profondo senso di responsabilità, uno spirito di sacrificio e una spiccata attenzione verso il prossimo e verso chi ha bisogno”, ha raccontato.

Poi il rapporto con la montagna e con Triora, paese nel quale ha scelto di costruire la propria vita. “Fin da ragazzo la montagna mi ha stregato, per questo mi sono innamorato di Triora”, ha spiegato.

Una scelta che lo ha portato anche a crescere nel paese i suoi due figli. “Ho deciso di crescere qui i miei due figli, in un contesto autentico, fondato sui valori storici della comunità montana, del mutuo soccorso e dell’unione”, ha aggiunto.

La rinuncia all’indennità è così diventata, nel corso degli anni, anche un modo concreto per restituire qualcosa alla comunità amministrata. Una scelta personale che, dal 2018 a oggi, ha significato per le casse comunali una disponibilità complessiva di circa 160mila euro.