L’Europa apre con le Borse in rosso, il petrolio oltre i 100 dollari: le tensioni in Iran scuotono ancora i mercati globali

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MILANO – Avvio di settimana in deciso calo per le Borse europee, trascinate al ribasso dalla debolezza dei listini asiatici e da uno scenario geopolitico sempre più teso. A pesare è soprattutto l’escalation in Medio Oriente, con riflessi immediati su energia e mercati finanziari.

A guidare le preoccupazioni degli investitori è lo scontro tra Stati Uniti e Iran. Il presidente Donald Trump ha lanciato un ultimatum a Teheran chiedendo la riapertura dello Stretto di Hormuz entro 48 ore, minacciando in caso contrario attacchi alle infrastrutture energetiche. Immediata la replica iraniana, che ha ventilato la chiusura totale dello stretto, snodo cruciale per il traffico petrolifero mondiale.

Sul fronte geopolitico resta alta anche la tensione in Libano, con il timore di una possibile escalation militare da parte di Israele.

Le ripercussioni sui mercati non si sono fatte attendere. Le principali piazze europee viaggiano in territorio negativo: Milano cede l’1,6%, Parigi l’1,54% e Francoforte il 2%, mentre i future dell’Euro Stoxx segnano un calo vicino al 2%. In Asia, pesante la seduta del Nikkei 225, che ha lasciato sul terreno il 3,48%.

Corre invece il comparto energetico. Il petrolio supera la soglia psicologica dei 100 dollari al barile, con il Wti a 100,67 dollari e il Brent a 113,47. In rialzo anche il gas naturale, scambiato ad Amsterdam sopra i 60 euro al Megawattora. L’allarme arriva dalla Agenzia Internazionale dell’Energia, che avverte del rischio di una delle più gravi crisi energetiche globali degli ultimi decenni.

Nel frattempo, l’attenzione degli operatori si sposta anche su Sintra, dove prende il via il forum della Banca Centrale Europea dedicato alla stabilizzazione macroeconomica in un contesto di inflazione volatile. Attesi gli interventi dei principali banchieri centrali, tra cui Christine Lagarde, insieme ai governatori di Bank of England, Bank of Japan e Federal Reserve.

Un appuntamento chiave che potrebbe offrire indicazioni decisive sulle future mosse di politica monetaria, in un contesto globale sempre più incerto.

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