LATINA – Iniziata ufficialmente la stagione del Latina Calcio. Dalla Coppa Italia all’effettiva Serie C, con la prima di campionato andata in scena ieri al Francioni. Uno scialbo, decisamente incolore e mesto pari a reti inviolate col Pineto. Una missione incompiuta; perché senza maschere, quando uscirono i calendari, quel debutto era segnato in rosso, proprio per partir forte. Erano tempi in cui Mr Volpe respingeva le avances del Livorno, persuaso e convinto dalla bontà del progetto nerazzurro: un progetto di vertice, per lottar per qualcosa di più che semplice salvezza.
Invece quel che sorge di più dal pari di ieri è quanto pesi la grana della settimana di Ferragosto. Quella cessione di bomber Parigi sostanzialmente ultimata al Ravenna di Ronaldinho, che in preda all’entusiasmo ha superato la concorrenza dello Spezia. Una squadra come il Latina senza Parigi perde tanto, tantissimo. E non è chiaro se, quando Volpe decise di restare e firmò il rinnovo, la società gli avesse garantito la permanenza dell’elemento di maggior spicco. Perché adesso far i conti senza l’oste diventa complicato.
Soltanto reti inviolate col Pineto hanno evidenziato quanto, seppur buona mole di gioco si sia vista, manchi chi trasformi le occasioni in rete: manchi chi divori l’area, spazzi via difensori avversari e spacchi la rete. Davanti, Tomaselli e Cioffi non sono certamente la stessa cosa. Il Latina ha perso peso e dimensione, lo sa benissimo Volpe ma lo sa pure la società. Se arriva mezzo milione, parte. Comunque. A quel punto serviranno altri sostituti, ma basteranno ad accontentare l’allenatore già piuttosto scosso? Nel post partita ammetterà come Parigi sia una questione che non dipende da lui, piuttosto triste e contrariato. Primi musi lunghi, senz’altro non si parte col piede giusto.

