S’è imbarcato poco fa, senza voltarsi indietro. Con emozione dentro, senz’altro, perché sette anni non sono due giorni. Finisce una delle telenovele più lunghe dell’estate di mercato, finisce uno dei casi più spinosi che ormai logoravano chiunque, tutti i diretti interessati. Tra Rafael Leao ed il Milan, adesso sì, è finita davvero.
Il calciatore ieri sera ha sciolto definitivamente le sue riserve. Era a San Siro ad ammirar la vittoria dei suoi ex compagni di squadra e come ammetterà, sognava un addio differente. Nel tardo pomeriggio le prime voci, quindi le conferme: se ballavano Aston Villa e Galatasaray, aveva ormai compiuto la sua scelta definitiva, optando per la Turchia.
Anche lui, a soli 27 anni, emigra sul Bosforo, dunque. Così come Vlahovic. Hanno accettato sfide più semplici, hanno scelto d’esser imperatori in un calcio meno competitivo, nel caso specifico di Rafael. Che sognava Premier, sì, ma a livelli evidentemente più prestigiosi dell’Aston Villa. Invece, dai piani altissimi, nessuno l’ha voluto. Lassù sarebbe stato uno dei tanti, meglio esser star assoluta altrove. Senza mai dimenticar l’aspetto economico, quanto abbia fatto la differenza: a fronte dei 10+2 a stagione offerti dai turchi contro i 7.5 che proponevano da Birmingham, Leao ha altresì scelto la moneta più importante.
Una scelta che in qualche modo indirizza una carriera. Finiscono così, oggigiorno, tutti quei What If. Tutti coloro per i quali quel “chissà cosa sarebbe potuto essere” calzerà sempre a pennello. Quel condizionale passato, che non ti lascia scampo. Troppo tempo su Twitch, meno a Milanello. E questa è la destinazione. Ha salutato tutti, s’è imbarcato sul primo charter per Istanbul da Linate, nel pomeriggio assaggerà la passione sfrenata dei tifosi giallorossi in delirio. Ma con un’altra testa, pure Rafa, chissà cosa sarebbe potuto essere. Quei dolci ricordi del Milan scudettato di Pioli, in queste ore, non sono mai stati così lontani.

