• 21 Ottobre 2021
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Le chat del Viminale seppeliscono la Lamorgese: “Non capiamo perché non si dimetta. Toccato il fondo”

Le chat del Viminale seppeliscono la Lamorgese: “Non capiamo perché non si dimetta. Toccato il fondo”

Lamorgese sempre più sotto accusa. “Ci ha lasciati soli”, è il grido di Questori e Prefetti.
I fatti di Roma e le spiegazioni surreali del ministro dell’Interno alla Camera gridano ancora vendetta. Ma è da tempo che monta dall’interno un  malcontento per l’operato del ministro del governo Draghi.  Nelle chat interne del Viminale, che il Giornale rivela, la Lamorgese viene inchiodata alla sue responsabilità. Ecco cosa dicono di lei:

«Sta chiusa nel suo ufficio, non esce, non si occupa dei problemi delle Forze dell’ordine. I sindacati hanno dovuto insistere per incontrarla. Non capiamo perché non si dimette», scrive un dirigente. «Il massimo – scrive un altro messaggio – è quando ha incontrato i rappresentanti delle Ong mentre Lampedusa si riempiva di migranti. Secondo me è fuori dai problemi reali. È abituata a stare nei palazzi affrescati, dovrebbe scendere per strada e rendersi conto dei disagi della gente».

L’ira di prefetti e questori contro la Lamorgese

Lo sconcerto trapela dall’interno del Viminale circa il modus operandi della Lamorgese, che mette in difficoltà chi deve provvedere all’ordine pubblico. Le indicazioni “schizofreniche” che giungono dal ministero dell’Interno lo provano. «Basti pensare – spiega il segretario generale del Sap (Sindacato autonomo di Polizia) Stefano Paoloni – alla diversità di trattamento riservata ai partecipanti del rave nel Viterbese e ai portuali di TriesteDa una parte gente che andava contro ogni regola, dall’altra persone che protestavano legittimamente». Per questi gli idranti, per quelli libertà di avvicinarsi e devastare. Rischiamo – è il succo del malessere- di essere presi di mira come fossimo nemici della gente. “Siamo allo sbaraglio, manca una visione chiara sulla gestione dell’ordine pubblico e questo lo avvertono anche i colleghi in servizio nelle piazze”, confessa Paoloni all’adnkronos. Non c’è solo l’ironia social sulla terminologia bizzarra usata dalla ministra circa “la forza ondulatoria”. Il problerma è molto serio e i poliziotti sono preoccupati.

“Il peggior ministro dell’Interno degli ultimi decenni”

Prefetti e questori si sentono lasciati soli “perché sono costretti a eseguire ordini dall’alto senza possibilità di replica:  essere presi di mira come fossero un nemico della gente, quando le responsabilità stanno altrove”. Quindi partono gli interrogativi destinati per ora a non avere risposta. Il perché dell‘ostinazione del premier Draghi, nonostante gli evidenti errori del ministro, a blindare la ministra trincerandosi dietro l’istituzionalità del suo ruolo. Il momento che stiamo attraversando è molto delicato. Sabato si preannuncia un’altra giornata calda di manifestazioni. Arrivarci con un ministro così “istituzionale” da negare l’evidenza di una serie di errori è pericoloso. Qualcuno è arrivato a definirla «il peggior ministro dell’Interno degli ultimi decenni. Pensavamo di aver toccato il fondo con la Iervolino – dicono nelle chat- : dobbiamo tristemente ricrederci».
Fonte: Secolo d’Italia

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