17 Settembre 2026

Lazio – Lavoro, l’emergenza invisibile: 50 morti nel 2026 e infortuni in forte aumento

Boom di denunce a Viterbo (+14%) e tra gli under 34 (+9,7%). Il sindacato UGL: "Lavorare non può significare rischiare la vita, basta burocrazia"
17 Settembre 2026

Il quadro degli infortuni sul lavoro nel Lazio continua a destare forte preoccupazione. I dati più recenti dell’INAIL, relativi ai primi sette mesi del 2026 e aggiornati al 31 luglio, evidenziano 27.576 denunce di infortunio, contro le 25.607 registrate nello stesso periodo del 2025, con un incremento del 7,7%. Particolarmente significativo è il dato relativo agli infortuni avvenuti in occasione di lavoro, che passano da 19.836 a 21.645, con un aumento del 9,1%.

Preoccupa anche il dato relativo agli infortuni mortali: nei primi sette mesi del 2026 nel Lazio sono state registrate 50 denunce con esito mortale, contro le 47 dello stesso periodo del 2025.

 “Non possiamo considerare questi numeri normali – dichiara Armando Valiani, Segretario UGL LazioI dati diffusi dall’INAIL devono rappresentare un ulteriore richiamo alla responsabilità di tutti Un aumento degli infortuni e, soprattutto, la presenza di decine di vittime sul lavoro, l’ultimo avvenuto a Ostia qualche giorno fa, rappresentano un problema sociale che non può essere affrontato soltanto dopo che l’incidente è avvenuto. Come UGL Lazio chiediamo un rafforzamento delle politiche di prevenzione, dei controlli e della formazione”.

“La sicurezza deve essere una priorità concreta per istituzioni, imprese e lavoratori. Non possiamo rassegnarci all’idea che gli incidenti sul lavoro siano una conseguenza inevitabile dell’attività produttiva. Ogni lavoratore deve poter tornare a casa al termine della propria giornata di lavoro.”

La provincia di Roma concentra la quota più elevata delle denunce: nei primi sette mesi del 2026 sono state 21.917, contro le 20.284 dello stesso periodo del 2025, con un aumento dell’8,1%. Seguono Latina: 2.194 denunce, +5,5%;  Frosinone: 1.469, +0,9%; Viterbo: 1.268, +14%; Rieti: 728, +7,7%.

Anche gli infortuni mortali richiedono particolare attenzione: nella provincia di Roma sono state registrate 32 denunce con esito mortale, 8 a Latina, 6 a Frosinone e 4 a Viterbo.

 “La prevenzione –  spiega Wladymiro Wysocki, Responsabile Sicurezza sul Lavoro UGL Laziodeve partire dall’organizzazione del lavoro. I numeri evidenziano la necessità di passare da una sicurezza prevalentemente documentale a una sicurezza realmente applicata nei luoghi di lavoro. Formazione, informazione e addestramento non devono essere considerati semplici adempimenti burocratici”.

“Devono tradursi in comportamenti consapevoli, procedure efficaci e capacità concreta di riconoscere e gestire i rischi. Occorre inoltre prestare particolare attenzione ai settori maggiormente esposti, tra cui edilizia, trasporti e logistica, agricoltura, industria e assistenza sanitaria, senza dimenticare i rischi presenti negli altri comparti”.

“Una corretta valutazione dei rischi deve essere il punto di partenza per organizzare il lavoro in condizioni di sicurezza. DVR, formazione e addestramento devono essere strumenti realmente utilizzati per prevenire gli incidenti e non semplici documenti da tenere in azienda”.

Nei primi sette mesi del 2026 gli infortuni denunciati nella fascia 15-34 anni sono stati 8.124, rispetto ai 7.406 dello stesso periodo del 2025, con un incremento del 9,7%.

Questo dato – prosegue Wysocki – conferma l’importanza di intervenire anche sui giovani che entrano per la prima volta nel mondo del lavoro. La cultura della sicurezza deve iniziare dalla formazione scolastica e professionale e proseguire durante tutta la vita lavorativa.”

Un’attenzione specifica deve inoltre essere rivolta ai rischi legati alle alte temperature e allo stress termico, soprattutto per i lavoratori impegnati nei cantieri, nell’agricoltura, nella logistica e nelle attività svolte all’aperto.

Le condizioni climatiche estreme stanno diventando un elemento che deve essere considerato nella valutazione dei rischi e nell’organizzazione del lavoro – sottolinea Wysocki – Pause, idratazione, organizzazione degli orari e adeguate misure di prevenzione possono contribuire a ridurre l’esposizione dei lavoratori.”

La sicurezza sul lavoro – conclude Armando Valianiè innanzitutto tutela della vita e della dignità delle persone. L’UGL Lazio continuerà a chiedere alle istituzioni un confronto costante e interventi concreti per ridurre il numero degli infortuni e delle vittime. Lavorare non può significare mettere a rischio la propria vita. La prevenzione deve diventare una responsabilità condivisa e una componente strutturale del sistema produttivo”.