5 Giugno 2026

Latina, maxi controlli contro il caporalato: sospese 7 aziende agricole e denunciati 17 imprenditori. Il rebus dei fondi europei

I Carabinieri hanno trovato decine di braccianti 'invisibili'. Nell'ambito dell'azione di contrasto al fenomeno, in sei mesi i militari hanno accertato che Il trenta per cento dei lavoratori erano in nero
5 Giugno 2026
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Immagine di repertorio
I Carabinieri di Latina negli ultimi sei mesi hanno eseguito maxi controlli per contrastare il fenomeno del caporalato nelle campagne. Complessivamente, i militari hanno ispezionato 35 aziende agricole che si trovano nel territorio pontino.
Durante queste attività le forze dell’ordine hanno controllato la posizione di 136 lavoratori in totale. Tra questi braccianti, 73 erano cittadini stranieri. Gli accertamenti hanno rivelato che circa un terzo dei lavoratori controllati, cioè 24 persone, non aveva un regolare contratto di assunzione e lavorava in nero. Inoltre, 14 di questi lavoratori non possedevano nemmeno il permesso di soggiorno per restare in Italia.
I controlli hanno riguardato anche le aziende che ricevevano finanziamenti economici da parte dell’Unione Europea. Per questo motivo i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro hanno preso diversi provvedimenti: sette aziende agricole sono state costrette a sospendere subito la loro attività lavorativa.
Inoltre, 17 persone sono state denunciate a piede libero. Le accuse nei loro confronti sono: intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, mancanza della sorveglianza sanitaria per i dipendenti, mancata valutazione dei rischi per la sicurezza e utilizzo di lavoratori non assunti regolarmente.
Durante una delle ispezioni, inoltre, i Carabinieri hanno anche sequestrato una struttura immobiliare in condizioni fatiscenti dove viveva uno dei braccianti agricoli. Per quanto riguarda i fondi europei presi da alcune di queste aziende, i militari hanno inviato una segnalazione ufficiale all’Agea, che è l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura. L’agenzia adesso dovrà controllare e valutare se le aziende abbiano rispettato le regole per ricevere quel denaro.
Alla fine delle operazioni sono state stabilite sanzioni amministrative per un valore di oltre 83 mila euro e ammende penali per quasi 50 mila euro.