I poliziotti della Squadra Volante della Questura di Latina hanno arrestato il 47enne Giuseppe Russo, originario di Giugliano in Campania ma da anni residente nel capoluogo pontino. L’uomo era reduce da un ricovero in ospedale per un ferimento a colpi di pistola alle gambe, avvenuto la notte dello scorso venerdì 19 giugno. Una volta dimesso, Russo era sparito nel nulla per giorni, violando la misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza che gli imponeva di non uscire di casa nelle ore notturne.
La Polizia sospetta che il 47enne si sia reso irreperibile per paura di subire altre ritorsioni o agguati. Ieri mattina gli agenti lo hanno scovato e ammanettato nell’abitazione di suo fratello. Nel pomeriggio, durante il processo con rito direttissimo davanti al giudice monocratico del Tribunale di Latina, l’uomo ha confessato di essersi trasferito lì senza comunicare il cambio di domicilio alle autorità. Il giudice ha convalidato l’arresto ma lo ha rimesso in libertà, ricordandogli l’obbligo di rispettare le vecchie prescrizioni.
Resta però un fitto mistero sulla sparatoria del 19 giugno, avvenuta in una traversa della via Pontina, a sud di Latina, proprio nei pressi della villa del fratello. Quella notte, Russo era stato accompagnato al pronto soccorso in auto da un conoscente. Agli investigatori aveva raccontato di essere stato gambizzato da uno sconosciuto e di non avere nemici, a parte un vecchio litigio con dei cittadini romeni che sosteneva di aver già risolto.
I detective della Questura stanno scavando nel passato dell’uomo alla ricerca di un movente. Già un anno fa Russo era finito in ospedale dichiarando di essere caduto in scooter; in realtà i medici gli avevano trovato un frammento di proiettile conficcato nella testa. In quell’occasione l’uomo era scappato dal reparto poco prima di essere interrogato dalla Polizia.
L’attenzione degli inquirenti si concentra soprattutto sulle sue frequentazioni criminali. Giuseppe Russo e suo fratello risultano infatti indagati per un colossale furto avvenuto a novembre del 2023 nella banca di Casale Monferrato. In quell’occasione una banda di specialisti era entrata nel caveau passando dalle fogne e aveva svuotato oltre 250 cassette di sicurezza, per un bottino stimato al ribasso in ben 15 milioni di euro.

