27 Maggio 2026

Latina – Caos al Pronto Soccorso del ‘Goretti’: barelle bloccate sotto gli idranti e infermieri stremati, denuncia del sindacato

Il sindacato Coina lancia l’allarme sul grave sovraffollamento all'ospedale di Latina: stanze piene, malati nei corridoi e dipendenti stremati. Pronta la denuncia alle autorità se l'Asl non interviene
27 Maggio 2026
latina ospedale santa maria goretti
L'ingresso dell'ospedale di Latina 'Santa Maria Goretti'
Il pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina si trova nuovamente al centro di una dura polemica a causa di un grave sovraffollamento che sta mettendo a dura prova il personale e la sicurezza dei malati. A sollevare il caso è il Coina, il sindacato delle professioni sanitarie, che è intervenuto per chiedere un intervento immediato ai vertici dell’Asl. La situazione più critica si registra nella sala numero quattro, lo spazio dedicato ai pazienti che hanno superato la fase più acuta ma che restano in attesa di essere trasferiti nei vari reparti della struttura. Si tratta tra l’altro della stessa stanza in cui, nei mesi scorsi, un’anziana è rimasta ferita a causa di un incidente.
Il segretario del sindacato per l’Asl di Latina, Alessandro Britolli, ha inviato una lettera formale che prende spunto da tre diverse segnalazioni inviate dal personale sanitario tra la fine di aprile e la metà di maggio. I lavoratori hanno denunciato turni insostenibili, documentando che in alcune occasioni c’erano soltanto due infermiere per gestire un totale di quarantaquattro o quarantasei pazienti. Questo significa che un solo operatore si è trovato a dover assistere più di venti malati contemporaneamente. Nonostante la stanza sia spaziosa, all’interno vengono sistemate tra le undici e le quindici barelle, riducendo lo spazio a tal punto da rendere difficili i movimenti e i soccorsi d’emergenza.
Quando la sala numero quattro si riempie del tutto, i pazienti vengono sistemati ovunque, persino nei corridoi. Secondo la denuncia del sindacato, le barelle vengono posizionate stabilmente davanti alle porte di emergenza e nella zona degli ascensori. Negli episodi più recenti, i malati sono stati messi addirittura davanti ai quadri elettrici e sotto gli idranti antincendio, in punti dove è quasi impossibile garantire una sorveglianza adeguata. In questo modo salta completamente il diritto alla privacy delle persone e aumenta lo stress per gli infermieri, che devono occuparsi di una mole enorme di compiti, come somministrare le terapie per bocca o con le flebo, misurare i parametri vitali, fare prelievi di sangue ed elettrocardiogrammi, oltre a dover gestire le emergenze improvvise.
Dato che la prima segnalazione è stata inviata più di un mese fa senza ricevere alcuna risposta dall’Asl, il sindacato chiede adesso di sapere quali provvedimenti urgenti verranno presi per cancellare questi pericoli. Il Coina vuole capire se l’azienda sanitaria abbia calcolato nel proprio documento di valutazione dei rischi lo stress da lavoro dei dipendenti del pronto soccorso e il pericolo di mettere i lettini vicino alle uscite di sicurezza o agli impianti tecnologici.
Tra le richieste ci sono anche chiarimenti sulla presenza di piani d’emergenza per gestire i picchi di affluenza e la convocazione immediata di una riunione sulla sicurezza. Se non arriveranno risposte concrete, il sindacato ha già annunciato che si rivolgerà alle autorità competenti per tutelare i lavoratori e i cittadini.