Dall’indipendenza dal Portogallo nel 1975, alla fondazione della Federazione nel 1982. L’Italia vinceva i Mondiali, Capo Verde nasceva. E soltanto nel 1986, si affiliava alla Fifa. Parliamo di un Arcipelago in pieno Atlantico, al largo delle coste occidentali dell’Africa. Quell’Atlantico in cui forse, stanotte, s’è scosso pure il Titanic.
La storia è stata scritta. Tanti errori ma bello anzi meraviglioso così: reti inviolate con l’Arabia Saudita, Capo Verde vola imbattuto ai sedicesimi di finale. È la storia più grande di questi Mondiali, fin qui. Vozinha e compagnia sfruttano la debacle finale dell’Uruguay di Bielsa, letteralmente imploso e tradito ancora una volta da Muslera: parabola discendente fatale, eliminazione cocente, secondo con soli tre punti arriva l’arcipelago. Passano da imbattuti, comunque.
10 isole, qualcuna disabitata, appena 530mila abitanti. È il paese più piccolo di sempre a raggiungere la fase ad eliminazione di un Mondiale. Senza senso. Col cuore in gola, ma è tutto vero. Adesso l’Argentina. Fantascienza, poco tempo fa.

