LAMPEDUSA – Un pallone di carta che ha cambiato una vita. È il simbolo racchiuso nella toccante lettera che il piccolo Leo ha letto davanti a Papa Leone XIV alla Porta d’Europa, durante la visita del Pontefice a Lampedusa.
“Caro Papa, sono super emozionato di incontrarti! Dieci anni fa la mia storia è iniziata qui a Lampedusa. Ero da solo e avevo perso tutto, soprattutto la mia mamma”, ha letto il bambino davanti ai presenti.
Nel messaggio, Leo ha raccontato come un semplice gesto di affetto gli abbia restituito la speranza in uno dei momenti più difficili della sua vita: “Mi dicono che ho smesso di piangere solo quando mi hanno dato un pallone fatto di carta. Da quel giorno il pallone è rimasto nel mio cuore e io non ho mai smesso di giocare”.
Al termine della lettera, il bambino ha consegnato al Pontefice un pallone, accompagnandolo con un desiderio carico di significato: “Spero tanto che questa palla che ti regalo adesso possa arrivare a un altro bimbo e farlo felice proprio come me. Grazie, Leo”.
Parole semplici ma intense, che hanno emozionato i presenti e racchiuso il senso della visita di Papa Leone XIV a Lampedusa: un messaggio di accoglienza, speranza e solidarietà verso chi affronta il dramma della migrazione.

