4 Luglio 2026

L’Al-Nassr smentisce: Cristiano Ronaldo non è fuggito in Spagna. Ma c’è il giallo infortunio

Cristiano Ronaldo non è fuggito in Spagna dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran (e la conseguente guerra che ha coinvolto diversi Paesi del Medio Oriente), ma si trova ancora a Riad, dove continua ad allenarsi con l’Al Nassr. Dopo le voci che si sono diffuse ieri – martedì 3 marzo – sulla possibile fuga…
4 Marzo 2026

(Adnkronos) – Non è solo una guerra di missili e deterrenza. È una partita di obiettivi non dichiarati, di consenso interno fragile e di alleanze regionali in bilico. Nelle ore successive all’operazione americana contro l’Iran, la domanda centrale non è tanto se gli Stati Uniti abbiano la capacità militare di sostenere lo sforzo, quanto quale sia l’obiettivo politico. L’Adnkronos ne ha parlato con Alissa Pavia, che a Washington è senior fellow dell’Atlantic Council, esperta di Nord Africa e Medio Oriente, direttrice dell’area Mena di Geopolitica.info. Dalla confusione sugli obiettivi dell’amministrazione Trump al nodo del regime change, dal ruolo dei proxy iraniani alla postura dei Paesi del Golfo, emerge un quadro fluido in grado di ridisegnare l’intero Medio Oriente.

Negli Stati Uniti l’operazione contro l’Iran viene percepita in modo diverso rispetto alla narrazione europea, spesso molto critica verso Trump?

È ancora presto per dirlo con certezza. Un primo sondaggio indica che una parte consistente degli americani non è entusiasta di una politica interventista. Il Midwest e quella che viene definita “Mainland America” hanno espresso più volte frustrazione per le questioni economiche