La “Scienza” di cui tutti parlano è un’astrazione

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Solitamente, più ne parlano, meno ne sanno. Prendiamo il termine “scienza”. Detto così, è una semplice astrazione, come la “Bellezza”, la “Chiesa”, il Male”.
Nella realtà, semplicemente, non esistono – a meno che voi non siate dei platonici puri, persuasi della loro sussistenza nell’iperuranio. Esiste una donna bella, un gesto malvagio, la Chiesa di Ratzinger e quella di Bergoglio. Tutte cose calate nel tempo e nello spazio, quindi diverse da ciò che le ha precedute e da ciò che seguirà loro, quando non differenti già tra un Continente e l’altro.
Tutti quanti, nei libri di scuola delle medie e delle superiori, ci siamo emozionati leggendo di questa attività condotta da persone che hanno come unico fine la mera ricerca della Verità, del Sapere, della Conoscenza. Tutto molto bello, per carità, ma altrettanto ingenuo – insomma, utile forse finché si stanno formando delle giovanissime menti ancora incapaci di cogliere l’infinita complessità dell’esistente.
Superata la pubertà, diciamo quindi una volta entrati nei meandri dell’istruzione universitaria, il singolo dovrebbe già aver compreso che quella descrizione ideale ha più o meno il valore dei Comandamenti per il cattolico medio: tutti li conoscono, ma nessuno li mette in pratica concretamente, se non con un’infinità di deroghe. Fuor di metafora, ciò che la Scienza con la S maiuscola dovrebbe essere è ben diverso da ciò che poi questa è.
virus minuscolo
Nel mondo reale, la ricerca, per esempio, si esercita in dei laboratori, privati o pubblici, grazie a dei finanziamenti, anch’essi statali o di donatori privati, e, soprattutto, è messa in atto da degli uomini. Costoro, come tutti, hanno aspirazioni e frustrazioni, ideologie e conti da far quadrare, sono integerrimi o corruttibili.
Pertanto, ritenere che l’attività scientifica sia in senso ampio apolitica, cioè priva di legami con la società e il Mondo in cui si esercita, totalmente spassionata, o unicamente mossa dalla sete di verità, è poco più di un sogno metafisico, una visione ideale che quasi mai corrisponde al vero.
In tal senso, potete immaginare la differenza tra ciò che questa dovrebbe essere e ciò che concretamente è come il divario che intercorre tra la teorizzazione di Marx e il comunismo reale ovunque sia stato posto in essere.
Per tutta questa serie di motivi, fa altresì sorridere sentir distinguere tra scienza e scelte politiche su questioni quali il vaccino e il green passLa scienza è una diretta emanazione del Potere. Scegliere su quale morbo concentrare la propria attenzione e quella dell’universo scientifico è una decisione politica – i soldi destinati alla ricerca sul covid, inevitabilmente, sono soldi non spesi per portare avanti le cure del cancro, per esempio. In certi casi, è addirittura politico classificare un determinato comportamento, quale l’iperatività, come un disturbo e curarla con dei medicinali. Pensate che, infatti, anche la soglia di guardia del colesterolo presente nel sangue è spesso mutata per ragioni tutt’altro che scientifiche, ma piuttosto pecuniarie, come dimostra un bel documentario della RAI, da tempo scomparso dai radar, che vi posto qui di seguito.

Insomma, c’è poco da parlare di complottismo, se non nel senso che tutta storia dell’uomo è una gigantesca ragnatela di affari sotterranei poco trasparenti e scheletri nell’armadio. Per questo, dire “io credo nella scienza” può aver senso solo se si fa riferimento alla formulazione ideale di questa, ma risulta infantile se con scienza si intendono le case farmaceutiche che hanno tutto l’interesse a trarre profitto dalla malattia, addirittura e letteralmente “creandola”.
È ovvio che ciò non vuol dire che io sia contrario alla ricerca, o che non mi rechi dal medico perché potrebbe fregarmi e somministrarmi qualcosa di non necessario, quando non dannoso. Significa semplicemente che mi fido di tutti, ma non mi fido fino in fondo di nessuno, dal medico al meccanico, perché sono esseri umani. E voi mi perdonerete per tutta questa sequela di banalità, ma non è colpa mia se il 90% degli italiani non ha ancora capito l’ABC.
Matteo Fais
Fonte: Il Detonatore.it

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