Un altro tassello per il futuro della Roma è stato messo. O meglio, per l’immediato.. futuro. Perché i Friedkin, assieme chiaramente a Gasperini, hanno scelto il loro nuovo direttore sportivo. Chi si occuperà in prima persona di affari e mercato. E vista la candidatura che è stata approvata, si vede eccome la mano del Gasp. Potenza incredibile quella dell’ex allenatore dell’Atalanta, un’onda disarmante a spazzar via Ranieri e Massara (che ha ufficialmente salutato settimana scorsa) e che ha ulteriormente rinsaldato la sua pesante posizione all’interno del club consegnando alla famiglia dei proprietari a stelle e strisce quello a cui ambivano di più, l’oggetto del desiderio massimo, la qualificazione in Champions League.
Sarà Tony D’Amico il nuovo direttore sportivo della Roma. Le vie del mercato hanno evidentemente condotto la scelta sull’ormai ex DS dell’Atalanta. Che Gasp conosce benissimo, perché con lui ha scritto gli ultimi radiosi anni della Dea. La prima scelta forse era Manna, rimasto a Napoli. Con l’Atalanta che ha scelto Giuntoli per il nuovo corso Sarri, D’Amico era libero. Evidentemente scartato dal Milan, la Roma s’è tuffata a capofitto. Figura graditissima a Gasperini, la mano del tecnico pertanto si vede eccome pure qui.
Adesso è tempo di delineare le prime strategie. Prima i rinnovi, con Dybala e Pellegrini che resteranno loro sì a cifre a ribasso per amor della causa, a differenza di quanto nelle ultime succede altrove (si guardi a Torino, sponda Juve, capitoli serbi..). Quindi i colpi in entrata: c’è Dodò, primo della lista, per aumentare la dose di caratteristiche di Wesley sulle corsie esterne. Con la Champions, alla fine degli anni d’accordo Uefa per FFP, non ci sarà con ogni probabilità bisogno di sacrificar alcun tassello prezioso. Si può discutere Soulé per offerte irrinunciabili, gli altri sono tutti destinare a rimanere alla base.

