L’uomo viveva da tempo nel paese alle porte della Capitale. Secondo gli investigatori, era un pezzo da novanta del narcotraffico internazionale. Il suo compito principale era quello di far arrivare enormi quantità di cocaina direttamente dal Sud America. Questa droga serviva poi a rifornire le piazze di spaccio al dettaglio di tutta Roma.
Le forze dell’ordine hanno messo i sigilli a sette proprietà diverse: nel dettaglio si tratta di 3 fabbricati e 4 terreni. Oltre agli immobili, sono stati bloccati anche diversi conti correnti bancari. Tutti questi beni erano intestati a parenti stretti del boss, ma erano comunque nella sua completa disponibilità. A far scattare il sequestro è stata la fortissima differenza tra i pochissimi redditi dichiarati al fisco e le grandi ricchezze possedute dalla famiglia.
Questa operazione fa parte di un piano più grande per bloccare i soldi sporchi della criminalità calabrese nel Lazio. Negli ultimi quattro anni, l’attività di contrasto sul territorio ha portato al sequestro di patrimoni enormi: sono stati sottratti alle cosche beni e società per un valore totale che supera i 20 milioni di euro.

