9 Giugno 2026

La nazionale a caccia del nuovo commissario tecnico: si va sempre più verso il Mancini bis

L'Italia calcistica è chiamata ad una vera e propria rifondazione. Dai piani alti a quelli più profondi della piramide tecnica di Coverciano. Con ogni probabilità, la rifondazione sarà affidata a Giovanni Malagò, se il prossimo 22 giugno dovesse definitivamente battere la concorrenza di Abete e prendersi la presidenza della FIGC.   C'è chiaramente anche da…
9 Giugno 2026
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L’Italia calcistica è chiamata ad una vera e propria rifondazione. Dai piani alti a quelli più profondi della piramide tecnica di Coverciano. Con ogni probabilità, la rifondazione sarà affidata a Giovanni Malagò, se il prossimo 22 giugno dovesse definitivamente battere la concorrenza di Abete e prendersi la presidenza della FIGC.

 

C’è chiaramente anche da ridisegnare l’idea tecnica dello specchio più importante, la Nazionale A. Quella maggiore, per cui andrà a sua volta eletto il nuovo commissario tecnico.

 

E se dovesse esser Malagò, con ogni probabilità assisteremo al ritorno di Roberto Mancini. Che chiusa con titolo la stagione in Qatar sulla panchina dell’Al Sadd, ha già l’accordo per liberarsi in caso di chiamata dall’Italia.

 

La scelta sarà prettamente di Malagò. Il nocciolo è che c’è da ricostruire un movimento per quattro anni, non un progetto biennale. Non Conte, non contano esclusivamente gli Europei; ma serve qualcuno per possa rifondare un movimento a lungo termine, per abbattere fatidicamente la maledizione e conquistarsi al quarto tentativo sì, un posto ai Mondiali del 2030.

 

Ecco perchè Mancini. Ecco perchè l’ex CT. Ecco perchè l’era 2.0. Conosce l’ambiente, si è fatto apprezzare, ha vinto l’Europeo e l’unico grosso rimpianto resta la mancata qualificazione a Qatar 2022. Un neo da abbattere, un tarlo che gli è rimasto dentro, un capitolo da vendicare.

 

La fame è quella giusta e non ambisce nient’altro che al ritorno in sella tricolore. I contatti sono già partiti: Malagò e Mancini, che si stimano, flirtano ad oltranza. E ci sarebbe già una promessa, strappata a quello che con ogni probabilità sarà il nuovo presidente federale. Ecco perchè, a maggior ragione senza Gravina, Roberto Mancini è in pole position.