Con l’elmetto. In battaglia. Gattuso, combattente da una vita, sapeva benissimo l’avventura che avrebbe intrapreso. Una sfida delicata, quasi proibitiva. La missione è render fiero il popolo laziale della nuova Lazio che sarà. Un popolo che diserterà l’Olimpico, per un club dal mercato a saldo zero. Tutti postulati secchi, brevi e determinanti che descrivono appieno il contesto Lazio dei giorni d’oggi.
Gattuso sapeva bene la sfida che lo aspettava; non poteva esimersi, per carriera. La Lazio, anche in queste condizioni, è comunque e sempre una grande opportunità. E forse solo lui, col suo carattere ferreo e battagliero, può assumersi questa responsabilità. Per un club che non può investire e deve far di necessità virtù, ma che in questo contesto deve già ricostruire una difesa: se Provedel all’Inter spalanca le porte a Motta, con Gila al Milan e Romagnoli in Qatar la retroguardia cerca nuovi titolari e certezze.
E la prima è sempre più Danilho Doekhi. Olandese di provenienza Suriname, classe 1998, 28 anni ed in piena maturità. Dopo esser cresciuto in patria, bel quadriennio di esperienza continentale nell’Union di Berlino. Una colonna: nell’ultima stagione 34 presenze e bel vizietto del gol, cinque reti a referto. Roccioso ma continentale, sarebbe perfetto per ricominciare: Fabiani ed agenti sempre più a stretto contatto, fumata bianca dietro l’angolo, quattro anni di contratto per due milioni netti a stagione, a parametro zero un colpo niente male, in queste condizioni. Il calciatore è sbarcato da poco a Ciampino: tratterà e chiuderà direttamente live, tutto lascia presagire si prosegue a gonfie vele senza intoppi. Poi, solo poi, forse Arnau Martinez.

