L’esercito statunitense ha annunciato un nuovo attacco contro un’imbarcazione nel Mar dei Caraibi, accusata di narcotraffico, che ha provocato la morte di tre persone. L’operazione si inserisce nella massiccia offensiva lanciata dall’amministrazione Trump a inizio settembre per contrastare il cosiddetto “narcoterrorismo” nell’emisfero occidentale. Ad oggi, la campagna ha causato almeno 181 vittime tra i Caraibi e il Pacifico orientale.
Nonostante le tensioni internazionali, l’offensiva ha subito un’accelerazione nell’ultima settimana. Il Comando Sud degli Stati Uniti ha diffuso su X un video che mostra l’esplosione dell’imbarcazione, giustificando l’azione come un intervento necessario lungo le rotte del contrabbando. Tuttavia, le autorità non hanno fornito prove concrete che i carichi colpiti contenessero effettivamente droga.
L’escalation avviene in un clima di forte militarizzazione della regione, culminato con la cattura del leader venezuelano Nicolás Maduro, accusato di traffico di stupefacenti. Sebbene il Presidente Trump rivendichi la necessità del “conflitto armato” per arginare le overdose negli USA, critici ed esperti legali sollevano forti dubbi sulla legittimità internazionale di tali attacchi in mare aperto.


